Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela: a febbraio 2012


In occasione dell’anniversario della scoperta dell’America, sulle principali testate di Spagna, Argentina, Messico e Stati Uniti è stato svelato il mistero su un altro documento esposto ai Musei Capitolini da febbraio 2012 per la mostra Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela.
Si tratta della Bolla Inter Cetera di Alessandro VI sulla scoperta del Nuovo Mondo del 1493, annunciata in anteprima mondiale dalle testate New York Times (USA), Reforma (Messico), La Nacion (Argentina), El Mundo (Spagna), El Pais (Spagna), La Vanguardia (Spagna) e El Periodico (Spagna).
Notizie del documento sono online sul sito della mostra www.luxinarcana.org

Il 12 ottobre 1492, dopo sessantanove giorni di navigazione, Cristoforo Colombo gettava l’ancora della sua caravella, la Santa Maria, presso l’isola Guanahani (futura isola di San Salvador). Fu così che, nel tentativo di raggiungere via mare il Catai ed il Cipango (le attuali Cina e Giappone) per una nuova e inesplorata via, l’ignaro navigatore fece dono alla Spagna e all’Europa del Nuovo Mondo. La scoperta dell’America infatti avrebbe segnato l’irruzione nella storia di una nuova umanità (e anche di una nuova Cristianità), ponendo l’Europa di fronte a uomini e culture diverse, di fronte al problema dell’«Altro»; si usciva insomma dal Medioevo per approdare nei secoli della modernità.
Cristoforo Colombo era nato a Genova nel 1451. Eccellente navigatore, si era stabilito in Portogallo, appassionandosi alle esplorazioni e studiando un modo più rapido per raggiungere via mare il Cipango e altre terre sconosciute. Intorno al 1484, aveva proposto il suo progetto al re di Portogallo; al rifiuto del sovrano, Colombo si era rivolto ai monarchi di Castiglia e Aragona. Il primo rifiuto dei re spagnoli, nel 1487, non scoraggiò Colombo, che pochi anni dopo, nel pieno fervore della guerra di riconquista cristiana della Spagna, riuscì ad accordarsi con i reali per il finanziamento dell’impresa. Era la primavera del 1492. Il 3 agosto di quello stesso anno Colombo salpava verso Occidente da Palos con tre imbarcazioni: la «Niña», la «Pinta» e la «Santa Maria». Dopo una sosta alle Canarie, l’8 settembre la piccola flotta iniziava la traversata dell’Oceano Atlantico.
Dopo il rientro di Colombo in Europa, avvenuto nel marzo 1493, papa Alessandro VI (lo spagnolo Rodrigo de Borja), su richiesta dei sovrani spagnoli, timorosi delle rivendicazioni territoriali avanzate dal re Giovanni II di Portogallo, emanò una serie di documenti, tra i quali il più importante è la bolla Inter cetera del 4 maggio 1493. Il documento è contenuto nel Registro Vaticano 777 dell’Archivio Segreto Vaticano. La Inter cetera (di cui esistono due redazioni) venne retrodatata, nella sua versione definitiva al 4 maggio, anche se composta, spedita e registrata solo alla fine del giugno 1493. Con quel documento, definito anche «bolla di partizione», il papa – in virtù dell’autorità apostolica sulle terre occidentali dell’ex Impero Romano, esercitata in forza delle prerogative attribuite ai papi dalla falsa donazione di Costantino – concedeva ai sovrani spagnoli il possesso di tutte le isole e le terre scoperte e di quelle che sarebbero state scoperte in futuro, a ovest di una linea di confine ideale Polo Nord/Polo Sud, idealmente tracciata a circa cento leghe dalle isole Azzorre e dalle isole di Capo Verde.
Con questo atto il pontefice delimitava il dominio marittimo e coloniale di Spagna e Portogallo. Il papa chiedeva poi ai sovrani di provvedere al più presto all’invio di missionari cattolici che operassero per convertire alla vera fede di Cristo le popolazioni indigene: bolla di partizione del mondo e bolla missionaria dunque, che tante ripercussioni avrebbe avuto negli anni a venire.
Nel documento papale s’incontra fra l’altro l’esplicito riferimento alla missione svolta da Cristoforo Colombo (chiamato nella bolla Cristoforus Colon), “uomo particolarmente degno e assai raccomandabile, nonché capace di compiere una così grande impresa”, incaricato dai sovrani spagnoli “di cercare non senza fatiche e pericoli certe isole lontanissime e terre mai scoperte prima”.
Il Trattato di Tordesillas del 1494 tra i re di Portogallo e di Spagna avrebbe spostato i confini delle rispettive zone di influenza a 370 miglia dalla linea ideale tracciata dal papa.

Sarà la prima e forse unica volta nella storia che questo, e gli altri 99 documenti, varcheranno i confini della Città del Vaticano. E lo faranno per essere accolti ed esposti nelle splendide sale dei Musei Capitolini di Roma. Si tratta di 100 originali e preziosissimi documenti che coprono un arco temporale che va dall’VIII secolo d. C. fino al XX secolo – scelti fra i tesori che l’Archivio Segreto Vaticano da secoli conserva e protegge – che nel febbraio del 2012, in occasione della mostra evento Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela, potranno essere ammirati in un’occasione unica e irripetibile.
L’esposizione, ideata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell’Archivio Segreto Vaticano – in collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico-Sovraintendenza ai Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura – vuole spiegare e raccontare che cos’è e come funziona l’Archivio dei Papi e, nel contempo, rendere visibile l’invisibile e far sì che anche il normale visitatore possa accedere, per una volta, alle meraviglie finora custodite nei circa 85 km lineari dell’Archivio Segreto Vaticano.
Il titolo Lux in arcana comunica anche il principale obiettivo della mostra: la luce che filtra nei recessi dell’Archivio (lux in arcana) illumina una realtà preclusa ad una conoscenza superficiale, ma fruibile solo attraverso il contatto diretto e concreto con le fonti dell’Archivio, che apre le porte alla scoperta della storia, a volte inedita, raccontata nei documenti.
Tra i documenti esposti, tutti di straordinaria valenza storica, sono già stati annunciati il Privilegium Ottonianum, il Dictatus Papae di Gregorio VII, la bolla di deposizione di Federico II, la scomunica di Leone X a Lutero, la lettera dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII sulla causa matrimoniale di Enrico VIII, gli atti del processo a Galileo Galilei, la lettera su seta dell’imperatrice Elena di Cina, la lettera su corteccia di betulla scritta dagli indiani d’America a Leone XIII, alcuni scelti documenti del “periodo chiuso” relativi alla Seconda Guerra mondiale.
Allestimenti multimediali, guidati da una rigorosa quanto coinvolgente narrazione storica, faranno sì che il visitatore possa “rivivere” i documenti, che si animeranno con il racconto dei retroscena e dei personaggi coinvolti, permettendogli così di assaporare alcuni famosi eventi del passato. Inoltre sarà possibile seguire attraverso i più conosciuti social network le attività collaterali alla mostra e scoprire curiosità e approfondimenti sul sito http://www.luxinarcana.org che, a partire dal mese di luglio, di giorno in giorno si è arricchito di contenuti e che già, a poche settimane dalla sua pubblicazione, ha già attirato migliaia di visitatori da oltre cento Paesi di ogni parte del mondo.
I 100 documenti – scelti tra codici e pergamene, filze, manoscritti e registri – rimarranno in esposizione ai Musei Capitolini per circa sette mesi, da febbraio a settembre 2012: un’iniziativa senza precedenti che sta già creando un’enorme aspettativa, alimentata dal misterioso fascino che l’Archivio Segreto Vaticano genera nell’immaginario collettivo.
L’Archivio Segreto Vaticano rappresenta un patrimonio culturale dell’umanità che ha come epicentro la città di Roma. La sede prescelta per ospitare questo evento memorabile, i Musei Capitolini, sottolinea il profondo legame fra la città di Roma e il Papato fin dall’età medioevale. Alla sensibilità per le arti di Sisto IV si legano le origini di entrambe le istituzioni coinvolte nell’evento. Ma allo stesso tempo la storia custodita nell’Archivio Segreto Vaticano si intreccia con la storia dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.
Tutto ciò renderà Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela un evento dal valore scientifico e mediatico senza precedenti.