LEONARDO e MICHELANGELO: Dino Gasperini


In questo video l’intervento alla conferenza stampa di Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.
A seguire il testo dell’Assessore sul catalogo della mostra.

“Apollineo e dionisiaco. Razionalità ed emozione. Leonardo e Michelangelo. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e soprattutto in prossimità degli anniversari del completamento della volta della Cappella Sistina da parte di Michelangelo – nel 2012 saranno 500 anni – e della nascita di Leonardo – 560 anni fa – Roma si interroga su due Maestri e “campioni” del Rinascimento, per raccontarne la storia e rivederne i falsi miti. Leonardo e Michelangelo, infatti, dalla storia e dalla storia dell’arte, sono spesso stati considerati rivali. Questione di epoca, talento, aneddoti, qualche scontro e sicuramente un’aura di leggenda che rende i racconti più piacevoli per molti e, perfino, l’arte apparentemente più degna d’ammirazione laddove sia associata alla tensione. Di animo e nervi.
Questa mostra racconta una realtà differente, fatta di confronto, se non incontro, in cui i due Maestri, seppure distanti per filosofia, stile e generazione, guardano l’uno alle opere dell’altro, non con invidia né preoccupazione, ma con il vivo interesse che è nutrito dalla reale vocazione per l’arte e il Bello. Interesse che impone il riconoscimento dell’eccellenza, la consapevolezza del talento e del “dono”, anche altrui.
Così nella Capitale, i due artisti tornano a “guardarsi” in un viaggio attraverso i rispettivi capolavori grafici e i relativi studi, tracciando percorsi differenti, da un lato la pratica di cantiere perMichelangelo, dall’altro gli studi di ottica di Leonardo. Percorsi distanti dunque, ma vicini, volutamente costruiti in modo speculare, fin dove possibile, per rimarcare le diverse facce ed espressioni del Genio.
Punto di contatto Roma, nell’idea di monumentalità del Bello. Leonardo vi soggiornò poco e più che altro per dedicarsi a studi scientifici e architettonici. Michelangelo vi operò a lungo, lasciando forte l’impronta di sé e il suo “segno”. Uno per tutti, altamente simbolico, piazza del Campidoglio, che nella sua visione diventò il modello della piazza rinascimentale e non solo. Luogo di incontro virtuale tra i due fu la basilica di San Pietro. Leonardo la toccò come tema nella teoria dei suoi studi di architettura,Michelangelo la affrontò nella concretezza dei lavori.
L’esposizione costruisce il percorso dei due artisti, forzando il “contatto” per porli in ideale dialogo, dimostrando ancora una volta la vocazione di Roma a custode di grandi tesori, ma pure luogo di riflessione, dove l’antico torna ogni volta a farsi “nuovo” nella possibilità di leggerne e rileggerne simboli, occasioni e  significati, in nome dell’eternità dell’arte, che è pure capacità di travalicare i secoli, annullandone la distanza, all’insegna del Bello condiviso.
Il dialogo è aperto, il confronto rimane, se la Capitale smorza i toni da “contesa” della storia, lascia comunque agli osservatori il compito di scegliere il proprio campione. Simbolo del Genio e del Rinascimento. Di uomo e arti”.