Nipote di Augusto nonna di Nerone


Vipsania Agrippina, detta Agrippina maggiore, era la nipote di Augusto, nata dalla sua unica figlia naturale, Giulia. Del padre, Marco Vipsanio Agrippa, fedele collaboratore dell’imperatore Augusto e uomo di stato, si trova ampia traccia nell’iscrizione sulla trabeazione del Pantheon.

Ritratto di Agrippina Maggiore

Ritratto di Agrippina Maggiore

Agrippina maggiore fu data in moglie ancora adolescente, nel  4 d.C, a Germanico, dal quale ebbe nove figli, tra i quali Caligola e Agrippina minore, madre del futuro imperatore Nerone. Amata dai romani per il coraggio, la nobiltà d’animo e l’onestà, seguì il  consorte nelle missioni sul Reno e in Oriente, intervenendo al suo fianco con le sue notevoli doti strategiche. Questo non comportò il distacco dai figli che la seguirono ovunque tanto da partorire l’ultimo nell’isola di Lesbo, nel corso di uno di questi viaggi.

Dopo la scomparsa del marito – morto in circostanze sospette ad Antiochia nel 19 d. C. – tornò a Roma con l’urna contenente le sue ceneri, percorrendo a piedi la via Appia tra grandi dimostrazioni di devozione e di affetto, che le furono tributate anche al suo arrivo a Roma:

«Nulla, tuttavia, fece più impressione a Tiberio che le accese simpatie di tutti verso Agrippina, che chiamavano onore della patria, sola vera discendente di Augusto, unico esempio dell’antica virtù, mentre, rivolti al cielo e agli dei, supplicavano che a lei fosse conservata intatta la figliolanza, uscita incolume dalle insidie dei nemici. » (Tacito, Annali,III,4,2.).

Affetto non condiviso dall’imperatore Tiberio con il quale, dopo la morte di Germanico, i rapporti s’inasprirono talmente da provocare l’esilio di Agrippina nell’isola di Pandataria (Ventotene), dove anche la madre Giulia era stata confinata per alcuni anni e dove la nobile discendente della Gens Iulia si lasciò morire di fame nel 33.

Lapide di Agrippina al Tabularium

Lapide di Agrippina al Tabularium

Attraverso internet non è difficile conoscere la fisionomia di questa donna di grande bellezza ed eccezionale carattere, ma per approfondirne la conoscenza è utile fare una visita a Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini, dove, nella Sala degli Imperatori, troviamo un suo ritratto di marmo. Se poi attraversiamo la piazza, o  passiamo sotto di essa attraverso la galleria di collegamento, nel Tabularium del Campidoglio leggiamo la stele funebre di Agrippina: “Ossa di Agrippina,  figlia di Marco Agrippa, nipote del Divo Augusto, moglie di Germanico Cesare, madre di Gaio Cesare Germanico Principe“.

Fu il figlio Caligola, divenuto nel 37 imperatore, a riabilitare la memoria di Agrippina, seriamente oltraggiata da Tiberio, che l’accusò persino di essersi lasciata morire per non sopravvivere al suo amante, Asinio Gallo. Dopo averne trasportato le ceneri a Roma, Caligola le fece tumulare nel mausoleo di Augusto e ne assicurò il ricordo forgiando monete con la sua bella immagine.