Abbasso il Grigio!


E’ una bella mostra quella che da oggi fino al 5 Ottobre occupa le sale del Museo di Roma in Trastevere, risultato dal percorso artistico di centinaia di disabili nei laboratori artistici della Comunità di Sant’Egidio.
Le opere esposte svelano l’intelligenza e la grande ricchezza interiore di persone che spesso sono impossibilitate ad una comunicazione verbale compiuta. La sensibilità dei disabili descrive in modo tutto particolare una Società stratificata (come la definisce Gianpaolo Pitzolu nella sua opera realizzata con acrilici e gesso su compensato), non priva di contraddizioni, ma anche ricca di opportunità da cogliere. Tele, sculture, installazioni e video costituiscono un ideale percorso attraverso una delle grandi sfide della società contemporanea, alla ricerca di una coabitazione possibile.
Io non so se questi artisti abbiano potuto compiere precedentemente un percorso cognitivo dell’arte moderna, ma è sorprendente come molti dipinti evochino segni e colori di Paul Klee, di Kandinsky, di Pollock. La sensazione è che il messaggio arrivi con quell’apparente semplicità con cui gli artisti della Bauhaus modulavano la comunicazione intersoggettiva attraverso le immagini e l’estetica. L’immagine trasmessa allo stato puro, senza trasformazione nella rappresentazione di se stessa, non viene privata in tal modo della sua assoluta soggettività. Ma mentre Klee e i suoi straordinari colleghi lavoravano di filosofia intorno a questi concetti investendoci l’intera vita, ecco che gli artisti di “Abbasso il grigio” rappresentano spontaneamente la condizione primaria e originaria dell’essere. Ed è così che crollano le barriere tradizionali tra le culture e compare un unico codice di comunicazione.

Qui alcune foto delle opere