IL MUSEO PARLA CHIARO


I risultati presentati nel corso della mattinata al convegno
“Il Museo. Un messaggio per tutti” oggi all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis

“Il successo di un museo non si misura dal numero di visitatori che accoglie, ma dal numero di visitatori ai quali ha insegnato qualcosa. Non si misura dal numero di oggetti che espone, ma dal numero di oggetti che il visitatore ha percepito. Non si misura dalla sua superficie, ma dalla quantità di spazio che il pubblico avrà potuto ragionevolmente percorrere per trarne un effettivo vantaggio”
G.-H. Rivière

Il linguaggio nei musei deve cambiare, deve assicurare una mediazione che garantisca ai visitatori una comprensione più immediata e una maggiore godibilità dell’esperienza. Ed è in quest’ottica generale di miglioramento della comunicazione culturale, uno dei primi punti nel programma della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, che si inseriscono i risultati del progetto “Le parole del museo”, promosso dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali, ideato dal Centro di Didattica Museale dell’Università di Roma Tre e realizzato da Zètema Progetto Cultura.

Spesso le parole nascondono significati diversi che, se non colti dagli allievi, rendono più problematico l’apprendimento. Da questa riflessione è partita l’esperienza che ha coinvolto 8 scuole medie inferiori romane nei mesi di febbraio e marzo 2008 con lo scopo di rendere più incisiva la ricaduta delle visite museali sull’apprendimento degli allievi e sviluppare la loro competenza metalinguistica. Quindi non si è trattato di misurare la comprensione o la conoscenza del significato delle singole parole ma piuttosto di valutare in che modo i ragazzi abbiano migliorato e sviluppato la comprensione dei meccanismi di funzionamento della lingua rispetto ai significati multipli e figurati delle parole.

Le valutazioni condotte su 120 studenti attraverso 42 quesiti hanno rilevato:

*   un miglioramento complessivo dei meccanismi di funzionamento della lingua
*   una diminuzione della differenza tra tra i più e i meno “bravi”
Il progresso più consistente si è rilevato nelle scuole svantaggiate così come per gli allievi che a casa dispongono di meno di 25 libri rispetto a quelli che ne hanno oltre 200, ossia quelli che provengono da famiglie culturalmente più deboli.

Il progetto si è svolto nell’arco di tre settimane, gli operatori hanno avuto tre incontri con le classi coinvolte (il primo si è svolto in aula e gli altri due al Casino Nobile e alla Casina delle Civette di Villa Torlonia) e durante l’incontro in classe gli operatori didattici hanno presentato, in modo ludico e con materiali appositamente realizzati, circa 25 parole che ricorrono spesso nella spiegazione sui Musei di Villa Torlonia mettendone in luce l’origine, i diversi significati e la differenza d’uso tra linguaggio comune e linguaggio settoriale.