In arrivo a Roma il Beato Angelico


angelicoC’è un gran fermento in questi giorni per la preparazione della Mostra dedicata al “Beato Angelico – L’alba del Rinascimento” che verrà presentata ai Musei Capitolini il 7 Aprile.
Una mostra estremamente emozionante che ci permetterà di ammirare da vicino l’opera di quel monaco domenicano che, in estasi, dipingeva visioni celesti. E così, in attesa dell’evento ho cominciato a rispolverare i miei libri di storia dell’arte, per trovarmi più consapevole davanti alle sue opere.
Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico, è stato un artista religioso, ma profondamente cosciente dei problemi culturali del proprio tempo. Fu tra i primi a capire l’enorme portata delle nuove correnti artistiche e non le contrastò, anche se avvertì il pericolo di una totale secolarizzazione dell’arte e tentò d’inquadrarle nella dottrina ufficiale della Chiesa. Come religioso non poteva ignorare l’appello di Lorenzo Monaco per un ascetismo moderno, tuttavia pensava che non tutti sono asceti: chi vive nel mondo deve potersi salvare con l’esperienza del mondo e l’arte può aiutare a compiere bene questa esperienza. Se l’arte tende alla verità – pensava l’Angelico – tende a Dio, e una pittura come quella di Lorenzo Monaco poteva esortare alla preghiera ma non guidare alla conoscenza di Dio. E la conoscenza di Dio è la forma di esperienza religiosa a cui bisogna indirizzare una società interessata, avida di conoscere. Il Vasari dice che  l’Angelico ammirava e studiava Masaccio: non poteva trattarsi di un’adesione incondizionata, ma è molto importante che il pittore dei Domenicani, arrivato al bivio Gentile-Masaccio, scegliesse la via  di Masaccio, cioè la via dell’arte-conoscenza.

Nei giorni che ci separano dall’inaugurazione della Mostra ai Musei Capitolini, cercherò di sintetizzare altre notizie sull’Angelico: in fondo un blog può servire anche per prepararsi ad un evento, non solo a raccontarlo 🙂