Giggi Zanazzo, Poeta Ritrovato


Giggi_Zanazzo In vista dell’approssimarsi del centenario della morte – nel 2011 – del poeta dialettale romano, studioso delle tradizioni della sua città, Giggi Zanazzo (1860 – 1911) il Comune di Roma ha istituito un “Comitato per Giggi Zanazzo”, che avrà sede presso la Commissione Cultura del Comune di Roma, composto dal Presidente dell’Associazione Culturale “Roma e i suoi saperi” Maria Pia Partisani, dalla giornalista di Nuova Spazio Radio 88-100 FM “Questa è Roma” Livia Ventimiglia, dall’architetto Aurelio Severini e dal Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma Federico Mollicone.
Il Comitato avrà l’obiettivo di far riscoprire alla città di Roma uno dei poeti protagonisti della tradizione romana, organizzare i lavori per l’evento del centenario dalla morte e programmare un centro studi permanente dedicato a Giggi Zanazzo.
Stamattina la presentazione della riqualificazione del momumento a Giggi Zanazzo, situato in via dei Delfini 5, in corrispondenza della casa natale del poeta, alla presenza del nipote Alessandro Zanazzo. La Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ha infatti curato un intervento di manutenzione della lapide che commemora lo scrittore, all’angolo tra via dei Funari e via dei Delfini, orientata verso la chiesa di Santa Caterina dei Funari. La targa, inaugurata il 31 gennaio 1929, è stata realizzata dallo scultore Amleto Cataldi (figura di spicco del panorama artistico romano dell’epoca) ed è costituita da una spessa lastra in peperino suddivisa in tre parti, ornata da una cornice alla base e sorretta da due mensole; al centro è il ritratto in bronzo dello scrittore ed ai lati due putti, sempre in bronzo. Sul lato destro un’iscrizione riproduce alcuni versi di un sonetto del poeta ispirato alla veduta della piazza. L’intervento ha comportato la spolveratura e pulitura delle superfici, il rifacimento di alcune  stuccature, la protezione superficiale con idoneo protettivo e la rubricatura delle scritte.

Alle ore 15.00 presso il Museo di Roma in Trastevere in piazza S. Egidio 1b, si tiene il convegno “Giggi Zanazzo. Poeta Ritrovato” alla presenza del Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma Federico Mollicone, dell’ideatrice del progetto e presidente dell’associazione culturale “Roma e i suoi saperi” Maria Pia Partisani, della giornalista di Nuova Spazio Radio 88-100 FM “Questa è Roma” Livia Ventimiglia e dell’architetto Aurelio Severini. Intervengono l’archeologa e giornalista di “Italia Sera” Cinzia Dal Maso, il direttore de “Il Rugantino” Lillo Broccoleri, il giornalista de “La Stampa” e discendente di Ettore Roesler Franz pittore di Roma Sparita Pier Luigi Roesler Franz, il fondatore e direttore responsabile della rivista mensile “Lazio ieri e oggi” Willy Pocino, il membro dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e del gruppo dei Romanisti Marcello Teodonio.
Segue un intervento sulla cultura romana in versi a cura del Ponentino Trio, gruppo composto da Daniela De Angelis (voce e tamburello), Cesare Oliva (voce e chitarra) e Costantino Pucci (affabulatore).

Giggi Zanazzo, note biografiche.
Luigi Zanazzo nacque a Roma il 1° gennaio 1860 in via dei Delfini 5, nel pieno centro di Roma, sul limite del Rione Campitelli e morì nell’amata città il 13 Dicembre del 1911. La famiglia proveniva da un paesino del Novarese, ma oriunda veneta, ed il cognome era in origine probabilmente Zani, poi tramutato in Zanazzo. Il poeta frequentò il collegio Poli dei Fratelli delle Scuole Cristiane, diplomandosi in ragioneria. Poeta e prosatore in dialetto romanesco, folclorista, commediografo, fu autore di numerosi lavori teatrali in dialetto. Studioso delle tradizioni del popolo romano e poeta in romanesco, è considerato, insieme con Francesco Sabatini, il padre fondatore della romanistica. Alla sua scuola mossero i primi passi Trilussa e i più bei nomi della poesia dialettale della Roma d’inizio secolo. Dette un’impronta personale a vari giornali dialettali tra cui “il Rugantino” e il “Casandrino” che diresse insieme ad Adolfo Giaquinto sui quali si firmava con vari pseudonimi: “Adorfo”, “Miodine”, “Abbate Luviggi” (una della statue parlanti). I suoi studi di folclore sono raccolti in numerose pubblicazioni: “Rugantino a Milano” 1884, “Proverbi romaneschi” 1886, “La favola del re superbo” 1888, “Regole p’er gioco de la passatella” 1889, “Ninnananne romanesche” 1889, “Dieci canzoni popolari romanesche” in collaborazione con Sabatini 1890, “Saggio d’indovinelli” 1904. Bibliotecario al ministero della Pubblica Istruzione, fu sospeso dall’ufficio in seguito alla nota epurazione della “Minerva”. L’opera poetica completa fu pubblicata dal figlio Alfredo in due volumi commentati: “Sonetti e poesie varie” con prefazione di Sabatini e “Quadri, scene e storie” 1921-1923. Le “Tradizioni popolari romane” furono riunite in quattro volumi.