Stasera torna la Girandola di Castel Sant’Angelo


girandola castelsantangelo In occasione della ricorrenza di San Pietro e Paolo stasera il cielo di Castel Sant’Angelo tornerà ad illuminarsi di luci cadenti ripercorrendo l’antico incanto di una tradizione ritrovata.

“Pare che tutte le stelle del cielo caschino in terra” così si diceva nel 1579 parlando della “Girandola” di Castel Sant’Angelo. E stasera il miracolo si ripeterà perché grazie ad un minuzioso lavoro di ricerca oggi si è in grado di far conoscere agli appassionati quella che fu “la Maraviglia” del tempo, dando vita, in maniera filologicamente corretta, ad un fantasmagorico spettacolo di fuochi già immortalato dalle stampe del Piranesi e dei grandi pittori del passato. Se fate una ricerca su Google nella sezione immagini ne trovate a decine.
Sarà il Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli a introdurre la rievocazione storica di quello che è considerato uno dei più suggestivi fuochi d’artificio, insieme con l’attore e doppiatore Massimo Wertmuller, accompagnati al pianoforte dal Maestro Luca Bernardini.
Partendo dalle “Memorie di Adriano” di Margherite Yourcenar, Umberto Broccoli racconterà le origini di Castel’Sant’Angelo, nato come sepolcro – eretto dall’architetto Detriano – sulle rive del Tevere per l’Imperatore Publio Elio Adriano e per la sua famiglia. A seguire, un breve viaggio alla scoperta della storia dei fuochi d’artificio nella capitale, per arrivare alla celebrazione che ne fece Gioacchino Belli il 4 aprile 1834. Massimo Wertmuller reciterà alcuni sonetti del Belli: “er passetto de Castel Sant’Angiolo”, “er confessore” e “la ggirannola der ‘34”, che immortala appunto la Girandola e quello che ha rappresentato per oltre trecento anni.

Ma cos’era la Girandola? Introdotta a Roma nel 1481 per celebrare il pontificato di Papa Sisto IV è poi stata utilizzata per celebrare le principali festività dell’anno. Spiegare cosa fosse la Girandola e ciò che rappresentò per oltre trecento anni è complicato, così come sarebbe riduttivo definirlo un semplice fuoco d’artificio, perché la Girandola era un evento che richiamava spettatori da tutta Europa, un appuntamento dove accorrevano stranieri di ogni grado e ceto sociale fino al 1861, quando i capricci del tempo e della memoria hanno poi relegato nel dimenticatoio questo antico momento di festa durante il quale il Castello diventava un palcoscenico per gli spettatori sull’altra riva del Tevere.
Fra i tanti “maestri” che contribuirono nel tempo, con la loro arte, a rendere la Girandola un evento sempre più spettacolare pare si sia cimentato – secondo un’ipotesi su cui sono tutt’ora in corso studi e ricerche per dimostrarne la veridicità – anche Michelangelo Buonarroti, nel periodo in cui lavorava su committenza di Papa Giulio II.girandola-castelsantangelo

Sarà questo uno degli aspetti che si intende approfondire – insieme con altri importanti progetti e lavori di Michelangelo – nella mostra-evento ospitata il prossimo autunno nelle sale dei Musei Capitolini “Michelangelo Buonarroti architetto a Roma”, promossa dalla VI Commissione Consiliare Permanente e dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali, ideata dalla Fondazione Casa Buonarroti in accordo con l’Associazione Culturale Metamorfosi. L’intento della mostra sarà di presentare al grande pubblico una raccolta di disegni relativi ai progetti romani di Michelangelo. I numerosi studi di architettura esposti consentono di tracciare un profilo del Maestro, artista a Roma, attraverso un percorso cronologico che va dalla giovanile passione per l’arte classica all’innovazione compositiva della maturità.

Nelle immagini:
a sx:
Franz Theodor Aerni
La « girandola » à Castel Sant’Angelo
a dx:
Ippolito Caffi
La Girandola a Castel Sant’Angelo, Olio su tela