La Sala del Medioevo


carlodangio Un’importante novità arricchisce il costante percorso innovativo dei Musei Capitolini: grazie all’impegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e della Sovraintendenza ai Beni Culturali, oggi é stato aperto al pubblico un nuovo spazio di grande interesse storico-artistico: la Sala del Medioevo, allestita al primo piano del Palazzo dei Conservatori nel cinquecentesco ambiente dell’antico Archivio Capitolino.

Protagonista della Sala è la Statua di Carlo I d’Angiò, re di Sicilia e Senatore di Roma, attribuita allo scultore e architetto toscano Arnolfo di Cambio. Originariamente dipinta con colori brillanti e impreziosita da dorature, era l’elemento più significativo di un Monumento onorario dedicato al sovrano angioino in Campidoglio intorno agli anni 1275-1277 e probabilmente realizzato nel periodo in cui Carlo d’Angiò ottenne per la seconda volta il titolo di Senatore di Roma (1268 e il 1278). Alcuni studiosi suggeriscono che la scultura fosse destinata ad essere collocata all’interno della grande aula medioevale del primo piano del Palazzo Senatorio (attuale Aula di Giulio Cesare), dove il Senatore, o un suo vicario, amministrava la giustizia civile e penale.
La monumentale statua del re, ricavata da un elemento architettonico antico, è presentata al pubblico in un nuovo, suggestivo allestimento accanto al meno conosciuto frammento marmoreo di arco gotico decorato con una figura a rilievo di Trombettiere.
Carlo I d’Angiò è raffigurato seduto su un trono pieghevole privo di schienale (faldistorio), decorato con due protomi di leone. Indossa una lunga veste ed un ampio mantello originariamente dipinto di azzurro e decorato con i gigli dorati, colori ed emblemi della casa reale di Francia e d’Angiò. Sul capo ha una preziosa corona, solo in parte conservata, e nelle mani, modificate in occasione di un restauro del tardo Quattrocento, impugnava uno scettro (o forse una corta spada) e il globo, simbolo del potere.

La Statua di Carlo I d’Angiò, oggetto di un importante intervento di restauro nel 1981, perfezionato nel 2005 da Giovanna Martellotti, Cinzia Silvestri, Maria Grazia Chilosi e Doretta Mazzeschi della C.B.C. Conservazione Beni Culturali, è stata esposta nel 2005, insieme al frammento di arco con il Trombettiere, alla mostra fiorentina dedicata ad Arnolfo di Cambio.
Nella sala sono allestite altre opere che contribuiscono ad illustrare la storia del Campidoglio nel Medioevo. Alcune di queste, come le duecentesche unità di misura per l’olio, il vino e le granaglie (denominate congi), documentano la presenza sul Campidoglio di un importante mercato nell’area compresa tra l’antico Palazzo Senatorio e la chiesa e convento di Santa Maria in Aracoeli; altre, come il pannello cosmatesco proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Aracoeli, opera di Lorenzo di Tebaldo con il figlio Jacopo, illustrano la raffinata cultura dei marmorari romani tra la fine del XII e i primi del XIII secolo.

Nei prossimi giorni saranno online le foto della Sala del Medioevo.