Le temps emprunté


janFabrePresentato stamattina alla stampa  al Museo Bilotti il teatro di JAN FABRE, attraverso i suoi disegni e modelli di pensiero e negli scatti di 12 maestri della fotografia.
Una mostra e al tempo stesso un punto di osservazione privilegiato sul laboratorio dell’artista belga, un percorso attraverso i suoi spettacoli visti con gli occhi di celebri fotografi come Carl De Keyzer, Robert Mapplethorpe, Jorge Molder, Helmut Newton.

La fine di uno spettacolo assomiglia a un corpo la cui anima parte per vagabondare tra i corpi del pubblico – dice Jan Fabre. Un’anima che può far rivivere il proprio corpo in modo diverso, con una triangolazione che dal tavolo da disegno e da lavoro dell’artista arriva fino alle fotografie d’autore. Nel teatro di Fabre è soprattutto l’interprete a diventare strumento di sperimentazione, per la costruzione di significati e per una ricerca del senso stesso del teatro.janFabre2

Tra le immagini dei fotografi, una serie di disegni, modellini e bozzetti dello stesso Fabre. Opere autonome da cui Fabre ha poi preso spunto per suoi lavori teatrali, secondo un’estetica della bellezza e della metamorfosi che attraversa tutta la sua opera. Una crescente tensione anima il percorso espositivo, dove l’immaginazione caotica dell’artista belga, con le sue pieghe derisorie e scioccanti, appare come il mezzo per innescare nel pubblico quel processo che più di duemila anni fa Aristotele definiva “la catarsi”.

In attesa dei video di presentazione della mostra che pubblicherò a breve, ecco QUI le foto scattate stamattina.