VITE NUOVE


cadutamuroIn occasione delle celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro di Berlino, da giovedì 12 a domenica 15 novembre 2009 ore 21.00 al Museo Macro Future Neraonda presenta VITE NUOVE, progetto teatrale liberamente tratto dal romanzo di Ingo Shulze per la regia di Massimo Belli.
“Vite nuove” ruota attorno alla storia di Enrico Türmer, drammaturgo della Germania dell’Est, che in seguito alla caduta del Muro lascia il suo lavoro per dedicarsi a un giornale fondato da un gruppo di intellettuali militanti. L’incontro con Von Barrista, simbolo dell’Occidente capitalista, lo porterà a rinnegare se stesso e ad abbandonare gli ideali che portarono alla caduta del Muro.
Ma la storia è ben più ampia: è quella di una collettività intera che nutriva la speranza nell’oltrepassamento dei limiti geografici, politici e ideologici che la cortina di ferro rappresentava, è l’incontro-scontro tra Est e Ovest, è il fascino indiscreto del benessere e di una libertà spesso confinante con un individualismo sfrenato. A questi “nuovi valori” fanno da contraltare le speranze, i sogni e le illusioni nutrite dai personaggi fino a pochi mesi prima della Germania unificata.
Il caledoiscopio epistolare del romanzo di Schulze si tramuta in una struttura drammaturgica giocata su un’alternanza fra passato e presente, grazie alla quale i personaggi sono continuamente a confronto con due realtà (il socialismo reale e il capitalismo) in modi diversi ma egualmente vincolanti. Del romanzo, fitto di situazioni e continui rimandi temporali, sono state selezionate le parti in cui la dimensione privata del protagonista si intreccia alla sfera pubblica delle tensioni, delle paure, delle aspirazioni e dei sogni che hanno portato alla caduta del Muro. La riduzione teatrale di “Vite nuove” diviene metafora dell’oppressione economica e sociale che sottomette gli individui in nome di una qualunque ideologia; questa, degenerando in una conservazione del potere ad ogni costo, diviene cieca ai bisogni reali della gente, in qualsiasi epoca e collocazione geografica.
In uno spazio scenico scarno, abitato da pochi semplici elementi, sedici attori (sempre in scena) entrano ed escono dai numerosi personaggi che animano il testo, oscillando fra un passato cupo, sussurrato e clandestino, ove anche i muri hanno orecchie, e un presente che, non vedendo l’ora di scrollarsi di dosso la polvere del Muro appena caduto, non esita a rinunciare agli ideali libertari che hanno portato alla sua realizzazione. Il passaggio fra passato e presente avviene in una dimensione onirica, ove le scene si dissolvono l’una nell’altra e gli attori scivolano da un clima all’altro, mutando personaggio o divenendo, con i loro corpi, elementi scenici essi stessi.

con (in o.a.)
Toni Allotta, Cloris Brosca, Sebastiano Colla, Francesco Colombo, Gabriele Culurgioni, Deborah Di Giacomo, Gianni GarKo, Maria Letizia Gorga, Giulia Innocenti, Mario Marascio, Elisa Menchicchi, Michele Mietto, Maximilian Nisi, Federico Pacifici, Simone Pieroni, Patrizia Sacchi
riduzione teatrale Massimo Belli e Valerio Marini
aiuto regia Valerio Marini
movimenti scenici Hal Yamanouchi
allestimento scenico Ciro Natalizio Paduano e Jennifer Venuti
luci Giuseppe Falcone

ingresso allo spettacolo con il biglietto del museo (prenotazione obbligatoria allo 060608) fino ad esaurimento posti