MAZZACURATI: la felicità della compiutezza espressiva


Dal 27 novembre al 21 febbraio al Casino dei Principi di Villa Torlonia oltre 80 opere raccontano l’opera di Marino Mazzacurati a 40 anni dalla sua scomparsa

Sarà per la meraviglia del posto, ma tutte le mostre allestite al Casino dei Principi di Villa Torlonia sono magiche. Quella dedicata a Mazzacurati però le supera tutte. Sarà perché avendo studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia sono cresciuta a “pane e Mazzacurati”, ma ritrovare tutte insieme un’ottantina di opere del Maestro tra dipinti, sculture, lavori grafici e di arte applicata mi ha fatto vibrare il cuore.
Renato Marino Mazzacurati (S.Venanzio di Galliera 1907 – Parma 1969) non é stato solo una figura di riferimento tra gli anni Venti e Trenta per l’arte italiana, ma lo è stato nel tempo per tutti quegli studenti che negli anni successivi hanno potuto cogliere in lui il sunto e la testimonianza delle correnti artistiche dell’epoca dominate da un clima innovativo e antiaccademico.

Dando vita con Scipione nel 1931 alla rivista “Fronte”, Mazzacurati riuscì a riunire il meglio delle Arti Figurative e della Letteratura italiana.
La rivista – che si avvaleva di collaboratori quali Carrà, Morandi, Scipione, Martini, Mafai, Moravia, Falqui, Ungaretti, Savinio – ebbe breve vita ma un pieno riconoscimento critico. Un soggiorno a Parigi e i numerosi contatti con l’ambiente antinovencentista milanese e romano gli consentirono di avvicinarsi alle  tendenze innovatrici della scultura conferendo alle sue composizioni un personale dinamismo drammatico.
Dal 1934 questa modalità di espressione diventerà il suo linguaggio quasi esclusivo e lo stile progressivamente assume toni espressionistici, fino al grottesco e caricaturale. Negli anni del dopoguerra, di nuovo a Roma, Mazzacurati partecipò all’iniziativa dell’artista Enrico Galassi, che a Villa Giulia diede vita ad un laboratorio di arte applicata, al quale collaborarono Afro, de Chirico, Leoncillo, Manzù, Mirko, Savinio, Severini. L’ esperienza si concluse nel marzo del 1946 con la mostra allo studio d’arte Palma. In quello stesso anno che, trasferitosi a Villa Massimo, lavorò a stretto contatto con Guttuso e Leoncillo. I monumenti ai caduti della Resistenza, presenti in numerose città italiane, opere dal forte impatto realistico con evidenti richiami alla classicità evidenziano l’impegno civile e la personale adesione agli ideali di libertà e giustizia.

Accanto alle opere di Mazzacurati, l’esposizione raccoglie i lavori di altri artisti quali Scipione, Mafai, Leoncillo, Guttuso, Di Cocco e Cavalli. Dipinti, sculture, opere grafiche e di arte applicata provengono dalla Galleria Nazionale di Roma, dalla Galleria Comunale di Roma, dall’Accademia di San Luca, dai Musei Civici di Reggio Emilia, dagli eredi e da collezionisti privati. Il materiale documentario e archivistico è in alcuni casi inedito.
Dopo la permanenza al Casino dei Principi di Roma, la mostra sarà ospitata a Reggio Emilia dal 6 marzo all’11 aprile 2010 supportata da  un filmato realizzato per l’occasione.
Il catalogo, curato dagli ideatori della mostra, include vari saggi critici e testimonianze di quanti hanno conosciuto Marino Mazzacurati.

QUI le foto della Mostra