DA OGGI AI MUSEI CAPITOLINI LA MADONNA COL BAMBINO DI MICHELANGELO


Una straordinaria Natività michelangiolesca é l’omaggio dell’Amministrazione capitolina in occasione della celebrazione dell’Immacolata e delle festività natalizie.

E’ stata presentata oggi presso la Sala dei Capitani ai Musei Capitolini la MADONNA COL BAMBINO, opera realizzata da Michelangelo intorno al 1525 e considerata dagli esperti una “meditazione, continuamente ricorrente alla mente dell’artista, su una maternità troppo dolorosa per riuscire a concludere il proprio rapporto d’amore col figlio”.
Il disegno, realizzato in matita nera, rossa, biacca e inchiostro nelle dimensioni di 542 per 396 millimetri, fa parte della collezione di grafica di proprietà della Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, e arriva a Roma come prestigioso corollario della mostra MICHELANGELO ARCHITETTO A ROMA, con 105 opere in esposizione ai Musei Capitolini fino al 7 febbraio, testimonianza dell’impronta indelebile data alla capitale dal genio architettonico del maestro fiorentino.
Un omaggio alla cittadinanza, su iniziativa della Commissione Cultura del Comune di Roma presieduta dall’on. Federico Mollicone, in occasione delle festività natalizie, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali; dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali.
L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Metamorfosi in collaborazione con la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
La MADONNA COL BAMBINO di Michelangelo rimarrà in esposizione nella Sala dei Capitani ai Musei Capitolini fino al 10 gennaio. Un unico biglietto d’ingresso permetterà l’accesso ai Musei, alla Sala dove sarà esposta la Madonna col Bambino e a Palazzo Caffarelli, dove dal 6 ottobre è ospitata la mostra “Michelangelo Architetto a Roma”.

Eseguito sul supporto ottenuto incollando uno accanto all’altro due fogli, questo disegno è stato definito «cartone» o «cartonetto»; ma in nessun modo vi si può ritrovare la fase preparatoria di una qualsivoglia opera a noi nota, di Michelangelo o di artista a lui legato. È invece illuminante pensare a questo pezzo, senza confronti nel corpus dei disegni di Michelangelo, come alla meditazione, continuamente ricorrente alla mente dell’artista, su una maternità troppo dolorosa per riuscire a concludere il proprio rapporto d’amore con il figlio. Il più notevole “pentimento” di questo foglio rivela non a caso che Michelangelo in un primo momento aveva disegnato il volto della Madonna di profilo, con gli occhi rivolti in basso a guardare il Bambino: reminiscenza di una tradizione di tenerezza madre-figlio che l’artista, qui e tanto spesso altrove, non riesce ad accettare dai suoi maestri, approdando invece a una drammatica assenza di dialogo. L’immagine della madre che noi vediamo ha infatti postura ed espressione del tutto scisse dal Bambino attaccato al suo seno, e uno sguardo che si perde nel presagio di future sventure. Da un punto di vista meramente psicologico e di contenuto, senza dubbio l’enigma di questo sguardo è già intuito da Michelangelo adolescente nella Madonna della Scala; ma l’idea si evolve anche stilisticamente nel tempo, fino a trovare un suo vertice nella misteriosa, stupenda Madonna della Sagrestia Nuova, le cui innegabili assonanze con il nostro foglio ne permettono la datazione qui accettata.
Numerosi pentimenti si osservano anche nel Bambino, la cui testa è tratteggiata con un delicato uso del chiaroscuro che la rende simile a quella della Madre; mentre il corpo, sbozzato e rifinito con effetti di illusione pittorica, è del tutto privo di sacralità, come condensa efficacemente Paola Barocchi quando parla del «risentito plasticismo del putto».
La disparità espressiva e di resa tecnica delle due figure rende senza dubbio problematica e non facile la lettura generale del disegno; rimane tuttavia inspiegabile che anche a questa disparità si sia ricorsi, da parte di pochi studiosi, della statura però di un Berenson o di un Dussler, per negare la paternità michelangiolesca dell’opera.
Il pronipote Michelangelo il Giovane riconobbe l’eccellenza del “cartonetto”, collocandolo nella Camera degli angioli, cioè nel centro, anche spirituale, delle sale secentesche da lui allestite al piano nobile della Casa. La fama del disegno toccò il suo culmine nel corso dell’Ottocento, e specialmente nell’occasione del centenario michelangiolesco del 1875, quando la mostra di disegni della Casa Buonarroti rese nota la collezione anche all’estero. Risale probabilmente a quegli anni un intervento scoperto nel corso di un recente restauro: la parte superiore del foglio reca i segni di un taglio, fatto verosimilmente per motivi di incorniciatura, che ha però asportato al centro parte del velo della Madonna.

Qui le foto della presentazione con il Sindaco Gianni Alemanno