IL CARNEVALE ROMANO in mostra a Palazzo Braschi


“Il carnevale a Roma ha per scena il Corso, strada che delimita e determina l’andamento della pubblica festa” così racconta Goethe, che aveva scelto questa via come luogo dove risiedere e ne conosceva la vocazione come punto di ritrovo della città, soprattutto in occasione delle corse dei cavalli nelle sere di Carnevale.
Via del Corso e Piazza del Popolo sono le principali protagoniste della mostra allestita presso il Museo di Roma in Palazzo Braschi, momento centrale dell’iniziativa dedicata dalla città al Carnevale Romano, visitabile dal 10 febbraio al 5 aprile 2010.
L’esposizione raccoglie circa novanta opere provenienti dal Museo di Roma, dal Museo di Roma in Trastevere e da collezioni private. Il gemellaggio tra le città di Venezia e di Roma, istituito in occasione del Carnevale 2010, é idealmente rappresentato dal prestito del prezioso abito di Roberto Capucci “Donna Gioello”, appartenente alla collezione del Museo Fortuny, eccezionalmente esposto all’interno della mostra. Si tratta di un’opera con la quale il grande maestro intende render omaggio alle atmosfere festose del Carnevale e alla donna che viene deificata in uno straordinario costume di fantasia che nel copricapo a forma di maschera sembra far allusione a una sorta di divinità misteriosa.
Fino al 1870, nella Roma papalina il Carnevale è stato un appuntamento molto atteso dai romani e vissuto con grande partecipazione come il solo momento per dimenticare una vita dura, colma di miseria e privazioni. “Re per un giorno” il popolo diventava protagonista dimenticando le rigide regole quotidiane e riversandosi nelle strade con licenza di divertimento. Ogni ordine sociale era sovvertito ed ogni scherzo era concesso in quei giorni di temporanea follia collettiva.
Per l’occasione via del Corso si trasformava in un teatro all’aperto dove alle maschere tradizionali – Cassandrino, Rugantino, Meo Patacca – si aggregavano costumi tratti dalla vita quotidiana: “il medico”, “il brigante”, “il nobile decaduto”. Piazza del Popolo era invece il punto di partenza per una sfrenata corsa nelle vie della città dei cavalli di origine nord-africana, i berberi.
L’avvenimento era vissuto come uno spettacolo di irresistibile fascino dai viaggiatori stranieri in visita nella città e dagli artisti, che lo descriveranno con entusiasmo nelle pagine dei loro libri e nei loro dipinti.  Malgrado lo stesso Goethe sottolineasse la difficoltà di descrivere a parole la magnificenza e il brio di quei giorni festosi, poiché “una così grande e vivace massa di fenomeni sensibili dovrebbe essere percepita direttamente dall’occhio e osservata e afferrata da ciascuno a propria guisa”, diversi autori (tra cui Goldoni, Belli, Gogol, Andersen, Dickens e tanti altri) si cimentarono nel tentativo di restituire il clima di euforia collettiva che si respirava a Roma durante il Carnevale. Ma furono certamente gli artisti quelli che riuscirono a rendere con maggiore efficacia, grazie a freschissime istantanee di gruppo, i momenti salienti della festa (dalle mascherate, agli appuntamenti immancabili delle corse dei berberi, alla festa finale dei “moccoletti”) a trasmettere il clima di festa diffusa e l’orgoglio di appartenenza espresso in quei giorni dal popolo romano.  

Tra gli artisti romani, Bartolomeo Pinelli, insieme al figlio Achille, seppe cogliere lo spirito più profondo di questa festa riproducendo  fedelmente i momenti salienti di questa spettacolare “messa in scena”, sebbene l’Ottocento abbia visto molte altre suggestive testimonianze pittoriche e incisorie sul Carnevale: quelle del disegnatore francese Jean Louis Baptiste Thomas, che dedicò molti dei suoi acquerelli alle corse dei Berberi o alle varie maschere che durante i giorni del Carnevale era consuetudine incontrare per le vie della città, per arrivare a dipinti di Werner, Orlov e Caffi.
Il Carnevale romano vuole essere memoria di questo fantasioso e bizzarro momento della vita romana presentando circa 90 opere che fanno rivivere quegli avvenimenti festosi visti attraverso gli occhi di grandi artisti.

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