Dori Ghezzi racconta Fabrizio De Andrè


In questo video l’intervento di Dori Ghezzi durante la conferenza stampa della mostra all’Ara Pacis.
Fabrizio era una persona molto aperta – racconta la moglie del cantautore nelle pagine pubblicate online dai Musei in Comune. – Quando lo conobbi – scrive – sentivo in lui la necessità di raccontarsi agli altri. Era un periodo difficile, stava probabilmente cercando un approdo. Era insoddisfatto di come procedeva la sua attività di artista e, anche nell’ambito familiare, qualcosa già non funzionava più.
Ebbi la sensazione netta che cercasse il conforto di qualcuno con cui poter condividere il suo futuro, che potesse comprendere le sue esigenze, anche la necessità di scelte difficili a una certa età, come la decisione di lasciare una città come Genova per andare a vivere in un posto sperduto tra le montagne della Sardegna. Tutto questo affiorò qualche tempo dopo, ma non rappresentò una difficoltà per me, che ero già molto presa e innamorata di lui.
Non fu difficile innamorarsi di Fabrizio: era una persona veramente affascinante, magnetica, che sapeva mettere a proprio agio. Era convintissimo di avere molto da imparare dagli altri: ascoltava  e assimilava cose per lui interessanti e, addirittura, riusciva a far capire a ogni persona cosa avesse di buono dentro senza saperlo. Riusciva a tirare fuori sempre il meglio di tutti.
E questa forse è stata la molla più importante, quella che in fondo mi ha fatto crescere e pensare che, tutto sommato, era possibile convivere con una persona come lui, con questo cosiddetto mostro sacro, che mostro sacro non voleva essere.