Lawrence Ferlinghetti al Museo in Trastevere


Inaugurata oggi al Museo di Roma in Trastevere la bellissima mostra di Lawrence Ferlinghetti, in cui le sale emanano quel piacevole odore di pittura ad olio e di trementina sempre più raro nelle mostre d’arte contemporanea.
Ut pictura poesis afferma Orazio nell’Ars poetica indicando l’identità di mezzi espressivi posseduti da arte iconografica e poesia. Lawrence Ferlinghetti, artista oggi novantenne, sembra incarnare tale corrispondenza avendo fatto della contaminazione tra tecniche espressive il fulcro della propria arte espressiva. Autore di A Coney Island of the Mind, bestseller mondiale della poesia, fondatore della celebre casa editrice City Lights Bookstore che pubblicò i capolavori della beat generation, come quelli di Kerouac e Ginsberg, Ferlinghetti è soprattutto uno dei più importanti e significativi artisti ed intellettuali statunitensi. Nel 1998 è stato nominato Primo Poeta Laureato della Città di San Francisco e, recentemente, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.
Nella sua presentazione all’interno del catalogo della mostra, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno si esprime così nei confronti dell’artista:
I tratti della vita e dell’arte di Lawrence Ferlinghetti trovano una profonda similitudine con lo spirito e il paesaggio che delinea il profilo di Roma. È un piacere ospitare le sue opere in una mostra che ripercorre non solo la sua carriera, ma anche le vicende del mondo contemporaneo negli ultimi sessanta anni.
Una simbiosi, quella tra l’artista e la capitale, rintracciabile nel pluralismo, nella lievità della visione di ciò che ci circonda e anche nella lucida “lettura” dei mali che affliggono il mondo d’oggi.
Come la guerra vissuta in prima persona e che lo vide fra i tanti giovani soldati dello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944.
La pittura, che entra per caso ma prepotentemente nella sua esistenza, mi ricorda le molteplici fatalità che conducono genti da tutti i paesi qui nella Città Eterna, e con la stessa potenza e la stessa voglia di vivere si affermano nell’espressione delle proprie passioni.
Questa mostra, frutto della proficua collaborazione tra Roma e Reggio Calabria, rende omaggio ad un uomo, un artista a tutto tondo e mito di alcune generazioni, che ha saputo tradurre e filtrare con parole e colori vicende umane e storiche di un secolo ricco di avvenimenti, tragedie e mutazioni.

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