UN’ORA PER LA TERRA, SOTTO LE STELLE


Dopo aver spento il Colosseo e San Pietro per un’ora nelle scorse edizioni, sabato 27 marzo torna a Roma la “Earth Hour” organizzata per il quarto anno dal WWF in diverse città del mondo. Durante “L’ora della Terra” verranno spente le luci di uffici, abitazioni e importanti monumenti delle città coinvolte per sensibilizzare i cittadini sul problema del consumo energetico e sul suo impatto con l’ambiente.
Il Planetario di Roma parteciperà all’iniziativa, supportando l’importante tematica ambientale con l’argomento prezioso e simbolico del cielo stellato. L’appuntamento è davanti alla Fontana di Trevi, intorno alla quale le luci saranno abbassate dalle 20:30 alle 21:30, per un’ora di osservazione del cielo ad occhio nudo, accompagnati dagli astronomi del Planetario. Gli astri visibili in quel momento nel cielo, fra cui Marte, la Luna e le stelle dei Gemelli saranno indicati con speciali raggi laser.
La prima “Earth Hour” è stata celebrata a Sydney nel 2007, per l’occasione oltre due milioni di australiani spensero per un’ora le luci di uffici e abitazioni. Dall’anno successivo la “Earth Hour” è diventata un evento internazionale, conoscendo un’ulteriore crescita nel 2009, quando è diventata la più grande iniziativa sul cambiamento climatico. Un evento organizzato dal WWF che col gesto simbolico dello spegnimento della luce artificiale invita a riflettere sul consumo energetico e sul suo impatto con l’ambiente.
La scelta della luce artificiale come segno del delicato rapporto tra l’uomo e l’ambiente è di grande significato anche per l’immenso patrimonio legato all’astronomia, con le stelle e le figure delle costellazioni a rischio di estinzione dinanzi all’incalzante inquinamento luminoso. Da molti decenni la visione del paesaggio stellato è fortemente compromessa per via della luce artificiale che, anziché finire a terra a rischiarare strade, piazze e quartieri, sfugge inutilmente verso l’alto, cancellando il più antico monumento dell’umanità, condiviso da tutte le culture: il cielo stellato.
La consapevolezza del valore antropologico e sociale (oltre che, naturalmente, scientifico) del cielo stellato è stata tra le motivazioni più importanti per cui il 2009 è stato designato e celebrato come “Anno Internazionale dell’Astronomia” su disposizione dell’ONU e dell’UNESCO.
Quasi un terzo della luce artificiale utilizzata per l’illuminazione notturna pubblica e privata viene di fatto sprecata, producendo, oltre al già ricordato danno culturale, una spesa quantificabile, soltanto in Italia, in centinaia di milioni di euro ogni anno.

In caso di maltempo l’osservazione del cielo sarà annullata.