PERCORSI DEL NOVECENTO ROMANO


Una preziosa occasione per ammirare alcune delle opere più importanti della collezione della Galleria Comunale d’Arte Moderna che, a causa dei complessi lavori di ristrutturazione della sede di Via Crispi, negli ultimi anni i visitatori non hanno avuto occasione di vedere. Istituita nel 1925 come museo civico volto a documentare l’arte contemporanea, la Galleria possiede una raccolta unica di opere che permette di seguire con continuità le tendenze e gli umori dell’arte italiana nella sua storia più recente.
Percorsi del Novecento romano presenta una selezione di circa settanta dipinti e sculture, importanti testimonianze della cultura e dell’arte italiana della prima metà del Novecento, esposte dal 31 marzo al 4 luglio 2010 al Casino dei Principi di Villa Torlonia.
Sono presenti in mostra alcuni capolavori quali Il dubbio (1907) di Giacomo Balla, Ortensie (1911) di Enrico Lionne, Il vestito viola (1923) di Camillo Innocenti, Serenità (1925) di Felice Carena, Il Cardinal Decano (1930) di Scipione, Combattimento di gladiatori (1933-1934) di Giorgio de  Chirico, Donne che si spogliano (1934) di Mario Mafai, Palestra (Bagnanti) (1934-1935) di Fausto Pirandello, Marinaio nello spazio (1934) di  Enrico Prampolini, La famiglia (1927) di Mario Sironi, Il pastore (1930) di  Arturo Martini.
Accanto a queste opere di eccezionale pregio e forza visiva, ne figurano altre mai esposte finora, anch’esse pienamente significative dell’ambiente culturale e artistico romano della prima metà del Novecento.
Attraverso cinque sezioni la mostra conferma ancora una volta il ruolo di grande officina culturale della città di Roma, divenuta capitale dello Stato italiano.

Sezione ISecessione e Divisionismo: il percorso tocca i momenti più emozionanti dell’arte a Roma nei primi decenni del secolo: accanto agli esiti italiani del post-impressionismo, che in Balla preludono alla rivoluzione futurista, sono presentati, attraverso opere di Amedeo Bocchi, Ferruccio Ferrazzi, Antonio Mancini, alcuni degli episodi più interessanti della Secessione, movimento culturale degli anni Dieci e frattura inquieta rispetto all’arte ufficiale e accademica.

Sezione IIClassicismo: viene esposta, per la prima volta a Roma, la grande tela di Felice Carena, Serenità, opera del 1925 caposaldo dell’attività dell’artista. Vi ruotano intorno, in una vivace contrapposizione, alcune opere del fronte classicista romano, toscano e milanese accanto alle posizioni teoriche espresse dalle opere di Giorgio de Chirico e Gino Severini.

Sezione III Aeropittura futurista: seppur non interamente, è esposto il nucleo dei dipinti del Secondo Futurismo presente in collezione. Visioni dall’alto, proporzioni distorte, velocità e movimento, cromie dissonanti figurano nelle opere di Tato, Sante Monachesi, Tullio Crali accanto alla componente onirica dei dipinti di Enrico Prampolini.

Sezione IVScuola Romana: viene presentata una selezione assolutamente limitata del patrimonio artistico degli anni Trenta presente nella collezione. Le felici acquisizioni capitoline di quel periodo hanno infatti costituito una raccolta di straordinario pregio per l’arte italiana dove accanto alla Scuola di Via Cavour, in questa occasione presentata con alcuni dei capolavori di Scipione e di Mafai, figurano  le opere altrettanto importanti del Tonalismo romano, rappresentato da Emanuele Cavalli, Giuseppe Caporossi, Guglielmo Janni, Fausto Pirandello, Roberto Melli, del Realismo Magico con i paesaggi di Antonio Donghi, nonché di altri protagonisti, come Renato Guttuso, Carlo Levi, Giorgio Morandi, del vivacissimo ambiente artistico italiano di quegli anni.

Sezione VScultura: il percorso attraversa l’intera mostra interessando, con una selezione ovviamente limitata, la produzione plastica italiana, romana in particolare, dal finire degli anni Dieci al finire degli anni Quaranta. Opere note, come il Busto femminile di Nicola D’Antino, inedite come la Testa di donna di Teresa Berring, mai presentate a Roma come il Busto (Ritratto di giovinetta ) del giovane Ettore Colla, si affiancano ai capolavori di Arturo Dazzi, Marino Marini e Arturo Martini provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, nuovamente e felicemente proposti nel contesto della collezione originaria.

Cura della mostra e del catalogo: Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani, Cinzia Virno.
Catalogo: Gangemi Editore. Saggi di Giovanna Bonasegale, Maria Catalano, Federica Pirani, Cinzia Virno.

QUI le foto della mostra
A breve la presentazione in video di Maria Elisa Tittoni e Umberto Broccoli.