Percorsi del 900 romano: emozioni virtuali?


Tra tutte le opere presenti in mostra, il tuffo al cuore l’ho avuto quando mi sono trovata di fronte a “Velocità di motoscafo” di Benedetta Cappa Marinetti. M’era capitato spesso di averci a che fare graficamente, una volta per elaborare il progetto di un francobollo, un’altra per incorniciarlo in un vecchio sito. Ma anche per Futurfashion di Musei 2.0 in Second Life, quando i designer del metaverso avevano confezionato gli abiti per la sfilata futurista utilizzando come stoffe virtuali molti famosi dipinti futuristi. Una delle migliori stiliste italiane di Second Life, Anubis Hartunian, aveva confezionato un abito fluttuante, utilizzando appunto, come tessuto, “Velocità di Motoscafo”. Click QUI per vedere l’interpretazione dell’abito della Hartunian in un suggestivo fotomontaggio tra reale e virtuale .
In cartella stampa la curatrice della mostra Fedrica Pirani racconta del pionieristico dipinto di Benedetta, databile tra il 1919 e il 19246, anteriormente, quindi, alla stesura del Manifesto dell’Aeropittura. Eppure – dice la Pirani –  fu esposto proprio in occasione della prima mostra del gruppo nel 1931, a dimostrazione del riconoscimento da parte dei contemporanei della personale e anticipatrice ricerca della pittrice e scrittrice romana. Si tratta, come scrive la stessa artista  “dell’arabesco impresso dalla velocità di un motoscafo nella polpa azzurra del mare”; attraverso la moltiplicazione degli elementi dinamici e la trasformazione delle onde in un propagarsi di forme triangolari blu, azzurre e gialle sempre più trasparenti e indefinite man mano che si avvicinano all’orizzonte, Benedetta suggerisce, con il tipico cromatismo sintetico, proprio del futurismo romano del secondo decennio, gli effetti dell’ondulata scia del motoscafo: un piccolo triangolo arancione e nero, quasi un suggello di gusto Décò, in una composizione fortemente stilizzata. L’elemento più innovativo è rappresentato, però, dall’incurvarsi della linea dell’orizzonte e dalla sua lieve, ma significativa, inclinazione verso destra, nella stessa direzione del movimento del motoscafo. Sembra, così, che l’intera visione sia ripresa dall’alto di un aereo durante una virata e, del resto, il parallelismo, anche simbolico, tra mare e cielo ma, soprattutto, tra vele e ali, era già stato sperimentato da D’Annunzio in numerose composizioni poetiche, tanto da diventare, nonostante le riserve di Marinetti, un topos ampiamente condiviso.
In questo video la presentazione della mostra, con le affascinanti riflessioni del Sovraintendente Umberto Broccoli.