SATYRICON CIRCUS ai Mercati di Traiano


Domenica 4 luglio alle ore 21.00, con ingresso gratuito, andrà in scena ai Mercati di Traiano il Satyricon Circus di Petronio Arbitro ideato da Renato Giordano. Il progetto “Satyricon circus” ha avuto inizio con uno spettacolo ispirato alla “Cena di Trimalcione” ed é un recupero filologico e spettacolare della musica e dell’intrattenimento nella Roma antica.
La ricostruzione spettacolare valorizza gli strumenti allora utilizzati nelle contaminazioni “World” che inevitabilmente influenzavano la Roma di 2000 anni fa: la tibia, la cetra, le percussioni, la scabella, i cimbali, la tuba, il corno, i crotali, il canto latino, etc.
Il titolo del progetto “Satyricon” è stato scelto perché l’opera di Petronio è uno dei più bei romanzi dell’antichità ed uno tra i più famosi di sempre; rappresenta, infatti, Roma come espressione di un impero multi-etnico senza dei, vicino al suo crollo.
Il centro di questa commistione di colori, di suoni, di storie, di cibi, di canti, di tragedie e comicità, è l’episodio della cena di Trimalcione (serata ricca, eccessiva e volgare che culmina nel finto funerale del adrone di casa); il cibo gustato sui triclinii, il vino abbondante, le musiche orgiastiche eseguite dalle “ambubaie” siriane, il gioco d’azzardo, le danzatrici di Gades, le danzatrici del ventre, i mimi e le declamazioni degli anfitrioni delle letture di Omero e Virgilio.

LA CENA DI TRIMALCIONE
Lo spettacolo del ”Satyricon circus- Cena di Trimalcione” ripercorre le varie fasi della più famosa tra le cene “letterarie” del mondo romano; ricostruisce in uno spettacolo di musica, danza e citazioni l’intrattenimento a Roma nel periodo del primo impero.

LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE
L’opera di Apuleio è un gran pastiche culturale e linguistico; il linguaggio è strabiliante, multi-etnico e salta vertiginosamente dall’arcaismo al neologismo, tipico di un artista vissuto in un periodo dell’impero romano ormai crogiuolo di lingue e culture; lo spettacolo riproduce la struttura di una rappresentazione artistica della Roma imperiale, nella quale il mimo letterario era recitato da tre attori che si dividevano tutte le parti, ma che a differenza dei tempi Plautini, raccontavano e cantavano storie legate ai Miti, utilizzando forme di narrazione mista, a metà tra racconto e immedesimazione, insieme ad un corpo di ballo ed ai musici.