Croppi: «Contro i tagli alla cultura chiudiamo i musei per un giorno»


La serrata, per un giorno, di tutti i musei. È la provocazione lanciata dall’assessore alla Cultura di Roma Umberto Croppi (Pdl), per protestare contro i tagli al settore e alcune norme della finanziaria che tagliano contributi e limitano anche l’attività e le possibilità di investimento in quest’ambito di Regioni ed Enti locali. «Può essere anche una questione di interpretazione delle norme», premette l’assessore durante il suo intervento al convengo «Sostenere la cultura per rilanciare il Paese» organizzato da Federculture al Maxxi per affrontare i tagli al settore dei beni culturali previsti dalla prossima finanziaria. Croppi non esita a definire «scritte con i piedi» queste misure e cita «il vincitore dello Strega Pennacchi, quando dice ‘ma tu sei scemo compà». Di fatto, nota Croppi, l’interpretazione letterale della norma che per esempio limita gli investimenti di cultura delle amministrazioni pubbliche «comporterebbe la paralisi totale». Dall’assessore anche un paragone impietoso sugli investimenti in cultura fatti in Italia rispetto agli altri paesi del mondo. «Ci hanno fatto notare che il vaso di Eufronio al Met di New York attraeva tantissimi visitatori e che ora nel museo di villa Giulia ne raccoglie solo 70 mila. Ma il comune di New York dà al Met oltre 25 milioni di dollari l’anno, il museo etrusco di Roma non riceve più di 100 mila euro l’anno dallo stato». Il divario è tale, sottolinea Croppi che «diventa difficile anche condannare gli sprechi». Giusto invece «ribaltare l’ordine delle priorità negli investimenti del Paese». Dunque occorrono, soetiene Croppi, azioni forti: «Spero che in questi giorni ci siano azioni anche clamorose. Chiudiamo i musei per un giorno perché qualcuno non si è accorto di quello che stava scrivendo. Mandiamo una cartolina a chi, nelle prossime ore, dovrà decidere. Dobbiamo mandare un messaggio ai nostri interlocutori».

L’articolo, tratto dal Corriere della Sera, continua QUI