Piove? Dirottiamo la passeggiata di ferragosto alla Centrale Montemartini!


Se invece a Ferragosto piove, possiamo dirottare la scelta verso un museo coperto. Approfittando della mancanza di traffico e dell’ampia disponibilità di parcheggio, una visita alla Centrale Montemartini è un’idea interessante, per immergersi nella suggestiva “sala macchine” dove due mondi diametralmente opposti come l’archeologia classica e l’archeologia industriale s’incontrano, creando una scenografia insospettabilmente equilibrata. QUI alcune foto scattate l’altro ieri.
La storia del nuovo polo espositivo dei Musei Capitolini nella ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini ha avuto inizio nel 1997 con il trasferimento di centinaia di sculture in occasione della ristrutturazione di ampi settori del complesso capitolino.
Per liberare gli spazi del Museo del Palazzo dei Conservatori, Museo Nuovo e Braccio Nuovo mantenendo accessibili al pubblico le opere, è stata allestita, negli ambienti ristrutturati della prima centrale elettrica pubblica romana, una mostra dal titolo “Le macchine e gli dei”.
In un suggestivo gioco di contrasti accanto ai vecchi macchinari produttivi della centrale sono stati esposti capolavori della scultura antica e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell’Ottocento e degli anni Trenta del 1900, con la ricostruzione di grandi complessi monumentali e l’illustrazione dello sviluppo della città antica dall’età repubblicana fino alla tarda età imperiale.
L’adeguamento della sede a museo, il restauro delle macchine e la sezione didattica del settore archeo industriale sono stati realizzati dall’Acea.
Lo splendido spazio museale, inizialmente concepito come temporaneo, in occasione del rientro di una parte delle sculture in Campidoglio nel 2005, alla conclusione dei lavori di ristrutturazione, è stato confermato come sede permanente delle collezioni di più recente acquisizione dei Musei Capitolini.
Nei suoi spazi continua il lavoro di sperimentazione di nuove soluzioni espositive collegato alla ricerca scientifica sui reperti; l’accostamento di opere provenienti da uno stesso contesto consente anche di ripristinare il vincolo tra il museo e il tessuto urbano antico.