20 GIORNI PER TREMONTI


Riportiamo in questo blog l’articolo pubblicato sul ning Movimenticulturali:

«Accogliamo l’apertura del ministro Tremonti, ma se gli interventi promessi non arriveranno in tempo utile (15-20 giorni) il Comune di Roma riprenderà la mobilitazione nella modalità precedentemente prevista ovvero con la chiusura dei musei». Ha detto l’assessore Croppi che è tra i promotori della mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura «Porte chiuse, luci accese sulla cultura». «Abbiamo sospeso la modalità di protesta che avevamo annunciato proprio per l’apertura dimostrata dal ministro Tremonti – ha spiegato Croppi – oggi ci è sembrato giusto adottare una modalità più soft come l’apertura gratuita di tutti i musei, ma se entro pochi giorni non arriverà la abrogazione o la sospensione degli articoli della manovra che contestiamo torneremo alla modalità della chiusura».

L’ASSEMBLEA ALL’ARA PACIS – Sul palco dell’Ara Pacis il presidente di Federculture Roberto Grossi, gli assessori alla Cultura del Comune e della Provincia Umberto Croppi e Cecilia D’Elia. In sala, tanti gli operatori del comparto culturale: da Pio Baldi a Mario De Simoni, Gino Agnese, i coniugi De Marco, Alessandro Nicosia, Francesca Via, Luciano Linzi, Francesco Antonelli, Giulia Rodano, Piero Maccarinelli, Giovanna Marinelli.
NORME CHE LEDONO L’AUTONOMIA DEI COMUNI – A Croppi è andato il compito di introdurre la conferenza assemblea, ribadendo l’obiettivo della mobilitazione: «Questa non è una vertenza generale ma ha uno specifico obiettivo che non riguarda i tagli agli investimenti culturali, e non riguarda la legge Finanziaria. Ma solo alcune norme contenute nella legge 122 di luglio che sono disposizioni che non solo non producono risparmi ma ledono l’autonomia delle realtà comunali e producono danni alle amministrazioni, al contesto economico e al fisco. La più eclatante è quella che impone per il 2011 a tutte le amministrazioni pubbliche o partecipate che non possono spendere più del 20 per cento del 2009 per mostre pubblicità congressi e consulenze. La nostra azione è finalizzata all’abrogazione degli articoli». (Corriere della Sera, 13 novembre 2010)