In… canto Mediterraneo: La Piccola Banda Ikona e Adria Quintet


Stasera e domani proseguono i concerti della Centrale Montemartini con la rassegna In… canto Mediterraneo, in cui grandi artisti interpretano le tradizioni musicali del sud Italia, dell’Albania, del Marocco fino alle sonorità del Medio Oriente.
Stasera 11 marzo alle 20 e alle 22 si esibirà La Piccola Banda Ikona con “Marea cu sarea”, un grande omaggio al Mediterraneo e alle sue culture in un grande e affascinante viaggio tra le sue sonorità ed i suoi ritmi, alla ricerca di un linguaggio musicale e lirico che unisca tanti popoli diversi affacciati sullo stesso mare. “Marea cu sarea”, è un modo di dire romeno che significa “promettere il mare con il sale”, cioè promettere e non mantenere, ed è il titolo dell’ultimo cd del gruppo, uscito nel 2008 per Finisterre (distribuzione Self). Marea cu sarea è cantato in Sabir, la lingua franca che marinai, pirati, pescatori, commercianti, armatori, parlavano nei porti del Mediterraneo: da Genova a Tangeri, da Salonicco a Istanbul, da Marsiglia ad Algeri, da Valencia a Palermo. Il Sabir è una sorta di esperanto marinaro, con termini presi dallo spagnolo, dall’italiano, dal francese, dall’arabo e la band l’ha fatto rivivere scrivendo dieci intensi brani che attraversano i suoni e le culture del mare nostrum e si uniscono alle atmosfere della tradizione popolare del sud ed alle melodie balcaniche, greche, sefardite.
La Piccola Banda Ikona è una formazione creata da Stefano Saletti bouzuki, oud, chitarre, piano, loop, electronics (fondatore e anima dei Novalia) che ha riunito insieme alcuni dei più prestigiosi musicisti della world music italiana come Mario Rivera basso, loop, electronics (Agricantus), Barbara Eramo voce, piano, Ramya (Nuklearte), Leo Cesari batteria, percussioni (Klezroym), Carlo Cossu violino (Nando Citarella, Acustimantico), Gabriele Coen (Klezroym), Desirè Infascelli.
Il primo cd della Piccola Banda Ikona si chiama “Stari Most”, come il Ponte Vecchio di Mostar in Bosnia fatto crollare nel ’93,  simbolo dell’incontro e del passaggio dall’Occidente all’Oriente.
Tagama, brano tratto da “Stari Most”, è stato incluso a febbraio 2006 in Buddha Bar vol.VIII e a ottobre 2006 in Buddha Bar Ten Years che racchiude il meglio della produzione della famosa compilation dell’etichetta francese GeorgeV.
Nella musica il gruppo utilizza strumenti come il bouzouki greco, l’oud arabo, la darbouka, insieme a quelli della tradizione occidentale. Nei testi, invece c’è il siciliano, l’ebraico, il serbo-croato, l’arabo, il francese, il lingala portato in Europa dai tanti immigrati dell’Africa profonda e c’è il greco antico che Saletti aveva usato con Renato Giordano nella colonna sonora delle “Vespe” di Aristofane. La Piccola Banda nell’estate 2007 ha avuto un grande successo nell’esecuzione dal vivo delle musiche originali composte da Saletti per “L’Iliade l’aspra contesa”, andato in scena al Fori di Traiano a Roma e a Segesta per la regia di Piero Maccarinelli, con Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia e la partecipazione di Umberto Orsini, Maurizio Donadoni, Luciano Virgilio, Massimo Foschi, Luca Lazzareschi.

Sabato 12 marzo ore 20 e 22 sarà la volta dell’ADRIA QUINTET (Albania-Puglia) con il concerto “Durazzo-Otranto: sola andata”. L’Adriatico è un mare meticcio che all’improvviso si è affollato di nuovi sbarchi. Adria nasce da questo incontro sulle banchine dei porti di Durazzo e di Otranto per produrre musica d’oltremare. Il gruppo è composto da musicisti che vantano collaborazioni con artisti e formazioni di rilievo del panorama musicale nazionale e che propongono un originale progetto di rielaborazione e di scrittura: Maria Mazzotta voce; Claudio Prima organetto, voce; Redi Hasa violoncello; Emanuele Coluccia sax tenore e soprano. L’incantevole voce di Maria Mazzotta esalta l’intensa semplicità dei testi e dà forza e respiro a trame armoniche eleganti e sinuose, tessute con impeto. Strumenti legati alle musiche tradizionali e strumenti moderni si inseguono e a tratti si sfuggono, cercando punti d’incontro e ragioni di diversità, come da sempre le storie e le musiche a confronto sul Mar Adriatico.
Il progetto Adria nasce sul filo di un incontro. In un equilibrio instabile le sue due metà si ricongiungono in mezzo al Mare Adriatico. Le due culture, anzi i due mondi affacciati su questo mare antico, si sono osservati da sempre e in questo progetto danno vita ad un nuovo dialogo. I principali artefici di quest’incontro sono gli strumenti e le voci e la lingua utilizzata è la musica. Se l’organetto e il violoncello pronunciano con rinnovata passione accenti e vocaboli mai detti, la voce mette in accordo con la sua dolcezza, linguaggi profondamente diversi ma vicini, nelle assonanze e nei respiri. E in un contesto fatto di incoerenze e persino di rumori, inevitabili e molesti, alcune composizioni si fanno nervose e a tratti caotiche. Sono figlie legittime delle discordanze nate nella città, il luogo dove l’approdo si è reso inevitabile. Con il brano “Non sento” il progetto è presente nella compilation Soundsation, a cura dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con Sony Bmg e Demo Radio Rai. Adria firma le musiche del volume Il Salento dei Poeti, prodotto dal Fondo Verri di Lecce. Lo spettacolo che porta in scena le letture e le musiche del libro/dvd apre la Notte della Taranta 2008 a Melpignano (LE).