MiC – “In Nome della Rosa”: LE FOTO


A molti potrebbe sembrare azzardato trasferire una mostra reale in un mondo virtuale, eppure, dopo quasi tre anni di sperimentazioni, abbiamo ormai la certezza che ambienti alternativi come Second Life si prestano favorevolmente a questo tipo di operazione. Innanzitutto perché alcuni frammenti del nostro patrimonio culturale e artistico possono essere condivisi in maniera immersiva ed emozionale da persone di tutto il mondo, ma anche perché gli spazi aperti, le luci, l’acqua e i cieli virtuali valorizzano la bellezza delle cose.
L’installazione liberty dedicata a “In Nome della Rosa”, aperta l’altra sera al MiC in Second Life, con la partecipazione di una settantina di persone, sta già riscuotendo un ottimo successo di visitatori che durante tutto il giorno e la notte vengono a percorrere gli spazi ri-creati con una parte degli elementi della mostra reale in corso ai Musei di Villa Torlonia. Ogni oggetto della mostra è cliccabile per ottenere informazioni su autori, formati, provenienza, date ecc. perciò, oltre la visione si ottiene anche l’informazione.
Ma come avviene la trasformazione di una mostra reale nel mondo virtuale?
Nel caso de “In Nome della Rosa” bisognava pensare innanzitutto ad una struttura liberty per collocarvi attorno gli oggetti e le vetrate prodotte, appunto, in quel periodo. Renderla galleggiante avrebbe inoltre assicurato il riflesso nell’acqua, a potenziare la magia dei vetri dipinti. Ma come collocare i bozzetti delle vetrate, senza appenderli banalmente a delle pareti?
Per prima cosa abbiamo creato una piattaforma-laboratorio con tutto il materiale disponibile in vista. Carta e matita alla mano ho buttato giù qualche schizzo ed ecco che l’idea strutturale sintetica era pronta: per primo l’effetto scenografico dell’ingresso del percorso e poi la soluzione per l’esposizione dei bozzetti su carta.
A quel punto entrava in scena l’abilità delle builder e designer: mentre Rumegusc Altamura preparava le basi per le scale e i gazebo, Patrizia Blessed si dedicava agli sculpt dei gioielli, delle rose, delle coppe, delle colonne dei gazebo. Io rielaboravo le vetrate e “restauravo” i bozzetti con Photoshop e Yaia Nishi costruiva il vasellame. Terminata la preparazione degli oggetti entrava in scena Mila Thatam a disporre la scenografia globale. Poi ancora lavoro sui dettagli per la disposizione definitiva. Ed ecco come una vetrata diventa la cupola di un gazebo o la texture di una coppa; o come un affresco della Casina delle Civette si traforma nel bordo di una cupola.
QUI le foto dell’installazione finale al MiC, in Second Life, impaginate alla maniera di ChrisTower Dae che mi ha insegnato come valorizzare le immagini del metaverso🙂

MiC SLurl: http://slurl.com/secondlife/MiC/204/154/40