Al MUSEO DI ROMA – Palazzo Braschi – opere mai esposte


In esposizione circa settanta opere finora custodite nei depositi e mai esposte prima al Museo di Roma Palazzo Braschi, fino al 2 ottobre 2011.
Dipinti, disegni, incisioni e bozzetti, evocano la Roma dei ludi e delle cerimonie religiose tra XVII e XVIII secolo, in continuità con i temi dell’esposizione permanente del museo lungo un percorso giocato tra rimandi e corrispondenze che raccontano la città, la  sua storia ed i luoghi più suggestivi.
Tra le vedute si spazia da quelle fantastiche di Jean Lemaire e di Bartholomeus Breemberg, mentre verosimiglianza prospettica e attenzione per il quotidiano coesistono e si intrecciano nelle vedute di Gaspar Van Wittel.
L’arredo barocco per eccellenza, la Fontana dei Fiumi del Bernini, può essere ammirata in una tela dalle grandi dimensioni di Filippo Gagliardi che la immortala durante una visita informale di Papa Innocenzo X committente dell’opera.
Il Campidoglio e Piazza Navona, inedite scenografie di affollati e movimentati mercati, sono riprodotti in dipinti che offrono alcune delle rappresentazioni cittadine più movimentate e coinvolgenti, che inoltre ci descrivono il Gianicolo teatro del gioco delle bocce e Testaccio luogo deputato ai ludi successivi al Giovedì grasso. Il Teatro di Strada in Piazza Pasquino racconta la diffusione degli spettacoli all’aperto tra Cinquecento e Seicento e ci consegna intatto il fascino di questi luoghi così diversi oggi, nella nostra quotidianità.
Teatralità e liturgia si mescolano nei disegni che ritraggono le cerimonie religiose, i maestosi spettacoli, le coreografie collettive interpretate da tutta la città come i solenni cortei del Corpus Domini, le consegne della Chinea, la celebrazione dell’Anno Santo e, soprattutto, i cortei per il “Possesso” del Papa a seguito dell’elezione.
Le opere che raccontano questi momenti ci descrivono meglio di ogni altra cosa l’importanza dell’elemento spettacolare, del cerimoniale fastoso nell’esercizio del potere temporale. L’esibizione del potere, la sua celebrazione, la temporalità nella spiritualità.
Ad impreziosire ulteriormente l’esposizione il grande cartone preparatorio – con Salomone e Betsabea – realizzato dal Domenichino per uno degli affreschi nella cappella Bandini in San Silvestro al Quirinale; ed ancora i bozzetti in terracotta di angeli e santi  realizzati poi in marmo nelle chiese romane ad opera dei grandi scultori dell’epoca come Melchiorre Caffà, Pietro Le Gros  e da Gian Lorenzo Bernini. Infine la preziosa pergamena con Atena Pallade, opera  di Joseph Werner, testimonianza dell’influenza dell’ambiente romano sulla sua produzione artistica intorno alla metà del Seicento.