Second Life: al MiC assemblea di avatar


Improvvisata all’ultimo istante, ieri sera al MiC – l’isola dei Musei di Roma Capitale in Second Life – un’assemblea di avatar per discutere sulle motivazioni che indurrebbero la stampa tradizionale a dichiarare in continuazione (dal 2007, pensate…) che “Second Life è morta”. Ottantasei persone hanno partecipato al raduno, di cui una sessantina erano presenti nel momento clou della discussione che si è svolta in voice e moderata da Luca Spoldi, giornalista e analista finanziario. QUI alcune foto e QUI l’articolo sul suo mondivirtuali.it. Qui anche la registrazione della diretta streaming di iera sera curata da Carmen Auletta che ringraziamo.
A scatenare le polemiche un articolo uscito ieri su VOGUE.it (in italiano e inglese) scritto da Giulia Blasi, ex blogger approdata alla stampa tradizionale. Incautamente la Blasi, come la maggior parte dei giornalisti disinformati sull’evoluzione dei socialnetwork di nicchia, è approdata nel metaverso, dopo anni di assenza, col suo avatar di giurassica memoria e si è recata presso le land che conosceva nel 2006-2007. Inevitabile averci trovato il deserto o l’inesistenza delle stesse. Nel suo articolo la Blasi dice che non trova nessuno ed è normale se non si utilizzano i consueti strumenti di ricerca, a cominciare dal sito secondlife.com che fornisce indicazioni di location ed eventi.
Tant’è, ostinata nella sua mission di svalutazione dei mondi virtuali, ha dichiarato che “il pianeta é disabitato”.
Ben 16 pagine di commenti hanno invece dimostrato il contrario e anche ieri sera al MiC la partecipazione appassionata di chi in Second Life produce e crea ha confermato come la superficialità di certa stampa possa rallentare il processo di evoluzione e sostegno delle attività che si svolgono nel metaverso.
A contrastare le disinformazioni della giornalista, nei commenti della versione inglese dell’articolo è perfino intervenuto Pete Linden, PR Manager della Linden Lab.
Se avete voglia e tempo vale la pena leggere tutti i commenti a cominciare dall’ultima pagina. Noi ne pubblichiamo uno dei più divertenti, scritto da Imparafacile Runo, che rende effettivamente l’idea della poca destrezza giornalistica italiana con le cose dell’evoluzione digitale:
Sono passato allo stadio S. Siro stamattina e non c’era nessuno. Ho chiamato un amico a Torino e mi ha detto che anche il Delle Alpi era vuoto. A Bergamo dove gioca una squdra che si chiama Atalanta (chissà se esiste ancora) c’era solo un tizio che tagliava l’erba. Scriverò un articolo sulla morte del calcio.
🙂