Il sogno fotografico di Franco Angeli 1967-1975


Presentata alla stampa, questa mattina ai Mercati di Traiano, la mostra di una raccolta inedita, segreta e privatissima di scatti in bianco e nero che l’artista Franco Angeli, uno dei massimi esponenti della Scuola di Piazza del Popolo, ha voluto lasciare a Marina Ripa di Meana, sua compagna per otto intensi anni, dal 1967 al 1975. Qui le foto della mostra scattate stamane.
Carlo Ripa di Meana, curatore della mostra, in corso fino al 4 settembre, ha suddiviso gli scatti in bianco e nero in sei sezioni: Marina – Lucrezia – Amici – URSS – Moda – Sperimentazioni, che ritraggono la moglie Marina e Franco Angeli tra Roma, Ansedonia, Londra, Milano, Positano, Ponza e Mosca. Ricordi di una vita insieme, dove l’arte era una filosofia e la politica una compagna di vita.
L’esposizione vuole svelare il lato intimo dell’artista: Franco ritratto ad Ansedonia, con Mario Schifano e Nancy Ruspoli, a Positano con l’amico Tano Festa e Emilia Emo Capodilista, nel suo studio di via dei Prefetti con i pittori Janis Kounellis ed Enrico Castellani, con il gallerista Plinio de Martiis, con il critico Achille Bonito Oliva e con il poeta Sandro Penna. Un fermo immagine di una giovanissima Isabella Rossellini, nello studio del pittore, dove amava giocare la piccola Lucrezia Lante della Rovere tra opere che divennero emblema del favoloso periodo artistico degli anni sessanta e settanta.
Ogni scatto conserva una fattura particolarissima e una tecnica di ripresa che ci riporta indietro nel tempo. Le foto ritraggono un Franco ombroso ma sereno, un uomo arrabbiato ma dolce e una “Marina” che in ogni sua espressione rubata rappresenta la musa ispiratrice. Altri scatti, altri momenti di vita. Le foto di “Lucrezia”, figlia di Marina, rivelano un’inattesa tenerezza da parte dell’artista. Gli “Amici” di sempre, con i quali Franco condivideva momenti di vita e di impegno artistico. E infine l’“URSS”, per lui madre di ogni ideologia, la “Moda” femmina e passeggera e la “Sperimentazione”, amante a volte deludente.
A complemento, è presente anche una preziosa documentazione di oggetti di design e di moda degli anni sessanta: la lampada Pipistrello di Gae Aulenti, la lampada Tizio di Richard Sapper e la lampada Eclisse di Vico Magistretti, un apparecchio radio Brionvega, il famoso “Cubo” di Vico Magistretti, il televisore Antares di Marco Zanuso, calzature, scarpe da tennis Superga, cappellini e abiti di Marina finemente restaurati, e infine i cataloghi delle varie esposizioni di Franco Angeli.
La mostra è un tributo a Franco Angeli e alla sua umanità, al suo senso dell’amicizia e dell’estetica, ma anche ai protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo che hanno animato la vita artistica di quegli anni.