Alberto Moravia e il nucleare


Una vera e propria campagna contro l’uso dell’energia atomica fu ingaggiata, con gli strumenti pacifici dell’intelligenza e della dimostrazione attraverso il dialogo, da Alberto Moravia negli ultimi anni della sua vita, quasi fosse la sua ultima missione; e proprio l’uso, il pericolo, l’abuso dell’energia atomica sarà oggetto di un importante, il primo e forse l’unico, dibattito di Dacia Maraini, una delle donne intellettuali maggiormente impegnate in Italia e nel mondo, romanziera e saggista, intervistata da due giornalisti d’eccezione: Antonio Cianciullo, inviato di Repubblica, e da 25 anni attento ai temi ambientali, e Chiara Valentini, saggista e inviata speciale per Panorama e l’Espresso.
Gratuitamente e aperto a tutti, l’incontro-evento “Moravia e il nucleare” si svolgerà lunedì 6 giugno alle ore 17.30, presso la prestigiosa e accogliente sala conferenze del MACRO di Roma.
Le riflessioni di Alberto Moravia sull’energia atomica e sull’uso del nucleare sono perfettamente e lucidamente espresse in un volume dal titolo l’Inverno nucleare, ma si possono reperire ancora nei numerosi interventi sui giornali, nei libri di viaggio in Africa, soprattutto in Passeggiate africane, nel Diario europeo, nella Vita di Moravia (la lunga intervista effettuata a Moravia da Alain Elkann). E così appena giunto a Strasburgo, al parlamento europeo, Alberto Moravia scrive: «Consulto il libro dei trattati europei per cercare qualche cosa che riguardi il pericolo atomico, per scongiurare il quale mi sono candidato al Parlamento Europeo. Ma l’atomo almeno in questo libro, è visto soltanto come fonte pacifica di energia. Tuttavia è anche vero che esiste una commissione per la protezione dell’ambiente, che è dopo tutto, qualche cosa che sfiora il pericolo atomico, perché subito dopo la minaccia nucleare, viene quella ecologica. Anzi la minaccia ecologica è già in atto; la fine della Terra è già cominciata…». Era solo il 9 settembre 1984.