“VIVA L’ITAGLIA” – Giorgio Forattini: IL VIDEO


Al contrario di quanto s’immaginerebbe, Giorgio Forattini è un uomo schivo. Ieri al Museo Bilotti, mentre giornalisti si avventavano su di lui per intervistarlo, l’ho sentito dire con un timido sorriso: “Io non sono abituato a tutto questo, me ne sto sempre rintanato a casa, tanta confusione m’imbarazza”.
E’ l’imbarazzo tipico del genio, di colui che l’arte la coltiva dentro e la espande con lo strumento prescelto. Perciò ho rispettato il suo “imbarazzo” e non gli ho chiesto un’intervista per gli amici del blog🙂
Però… ho girato un video della presentazione ufficiale e ve lo propongo qui. Di seguito alcune righe biografiche di Forattini.

Giorgio Forattini nasce a Roma nel 1931. Dopo la licenza liceale classica frequenta sia il biennio di architettura all’Università di Roma che l’Accademia di Teatro. Nel 1953 inizia a lavorare, dapprima come operaio in una raffineria di petrolio nel nord Italia, poi come rappresentante di commercio di prodotti petroliferi a Napoli e nel sud Italia. Alla fine degli anni ’50 entra in una casa discografica, prima come venditore, poi come direttore commerciale curando la realizzazione  di cataloghi di musica leggera e musica classica in Italia e negli Stati Uniti. Dalla fine degli anni ’60 opera in pubblicità come illustratore e copywriter, creando campagne pubblicitarie nazionali per la Fiat, l’Alitalia e altri importanti compagnie. A quarant’anni entra come impaginatore grafico nel quotidiano romano Paese Sera, dopo aver vinto un concorso  per disegnatori di fumetti indetto dal giornale stesso. Le prime vignette di satira politica appaiono a colori nel 1973 sul settimanale Panorama della Mondadori, a cui collabora per dieci anni, e su Paese Sera nel 1974. Alla fine del ’75 lascia Paese Sera per contribuire alla fondazione del nuovo quotidiano La Repubblica di Eugenio Scalfari, collaborando al progetto grafico e come disegnatore satirico. Per sette anni collabora anche al settimanale L’Espresso di Roma e nel 1991 torna a Panorama dove collabora fino al 2009. Nel 1999, in seguito a una querela per una vignetta dell’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema, lascia La Repubblica e ritorna nel 2000 a La Stampa di Torino, su invito dell’editore Gianni Agnelli, cui collabora per cinque anni. Dal 2006 al 2008 pubblica sul quotidiano Il Giornale di Milano. Dal 1 agosto 2008 a fine 2009 collabora col gruppo QN – Quotidiani Nazionali: Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino. Dalla sua produzione di oltre diecimila vignette, sono stati pubblicati, dal 1974 ad oggi, 50 libri editi da Mondadori, che hanno venduto più di tre milioni di copie. Nella sua lunga carriera ha ricevuto molti premi, tra i quali: Il Premiolino, il premio di Umorismo di Bordighera, quello di Tolentino e il premio di satira di Forte dei Marmi, nel quale ha anche fatto parte della giuria per diversi anni. Il premio Hemingway, il premio Pannunzio a Torino, il Premio Speciale Ischia Internazionale di Giornalismo, il Premio Acqui Storia. Numerosi i riconoscimenti, tra cui la cittadinanza onoraria del Libero Comune di Zara in Esilio, la civica benemerenza a Trieste e la cittadinanza onoraria ad Asti. Nel 1997 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. Nel 2011 a Gallipoli vince il premio Barocco.