La macchina virtuale dell’io: LE FOTO


Sono online le foto della conferenza, svoltasi ieri sera al MiC in Second Life, “La macchina virtuale dell’io”.
Gli argomenti, esposti con grande cura e passione dalla brava relatrice Mez Oyen, hanno appassionato la platea e molti si sono trattenuti a discutere fino a tardi, dopo la fine del collegamento streaming in web.
Dunque cultura e scienza, in uno sposalizio virtuale nell’isola dei Musei di Roma Capitale, hanno ancora una volta confermato come uno strumento che da molti viene considerato esclusivamente ludico, possa essere invece utilizzato per ampliare la propria conoscenza e il confronto con il sapere altrui.
Ieri sera abbiamo appreso che il cervello non può essere studiato senza tener conto dell’organismo a cui appartiene e dei suoi rapporti con l’ambiente. Lo studio delle funzioni cognitive, e in particolare della coscienza, ha subito infatti per lungo tempo l’influsso di una tradizione filosofica che può essere fatta risalire a Cartesio, il quale proponeva una concezione che separa nettamente la mente dal corpo, attribuendo alla prima, addirittura, un fondamento non materiale.
E secondo le teorie del neuroscienziato Damasio, l’errore del filosofo e matematico fu quello di non capire che la natura ha costruito l’apparato della razionalità non solo al di sopra di quello della regolazione biologica, ma anche a partire da esso e al suo stesso interno. Questo e molto altro ci han convinti del fascino dell’argomento, sul quale ci piacerebbe tornare a indagare con l’aiuto di persone come Mez Oyen e Talete Flanagan, che generosamente mettono a disposizione di tutti la loro conoscenza.