Museo Palcoscenico – L’Iliade di Alessandro Baricco


Mercoledì 16 Novembre alle ore 21.00, alla Centrale MonemartiniMuseo Palcoscenico – L’Iliade di Alessandro Baricco, una lettura mise en espace dell’Iliade di Alessandro Baricco.
La particolarità dello spettacolo è soprattutto nella riscrittura di Baricco, che elimina quasi del tutto presenza e influenza degli Dei nella vicenda. Gli esseri umani restano quindi gli unici protagonisti, lasciati da soli a confrontarsi con l’enormità della guerra e dei sentimenti che a lei si accompagnano. Sentimenti umani che sono a volte nobili, come amore e dolore, ma che in molte altre occasioni sono sentimenti meschini, come la violenza, il capriccio e la menzogna. Una storia di sentimenti, conflitti, sofferenze e pensieri di uomini e donne. Nel totale rispetto della cronologia omerica della vicenda epica, si alternano voce femminile e maschile, parole e canto. In un racconto che si snoda fluido e potente, la vicenda di Troia acquista così una luce nuova,completamente diversa dalle nostre talvolta aride reminiscenze scolastiche. Il risultato è potentissimo e avvincente.
I protagonisti dello spettacolo sono Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey, una coppia di attori, figli d’arte e artisti: lei figlia di Gino Paoli e Stefania Sandrelli, lui figlio del grande scultore peruviano Joaquin Roca Rey.
Musiche originali di Pino Cangialosi. Marzuk Mejri percussioni e voce, Mario De Meo clarinetto, Pino Cangialosi pianoforte e fagotto.

L’Iliade secondo Baricco
Baricco rilegge (e riscrive) l’Iliade per portarla sulla scena teatrale. L’autore, mantenendo il testo originale sulla base della traduzione di Maria Grazia Ciani, semplifica la prosa e riorganizza il testo in ventuno monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e ad un aedo che racconta, in chiusura, l’assedio e la caduta di Troia. Al contempo, esclude dal racconto gli dei perché lontani dalla sensibilità moderna e si concentra sulla rappresentazione degli eroi nella loro umanità e grandezza. Figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata, intorno alle navi nere; campioni nel combattere che, stremati da dieci anni di guerra, trasmettono, sorprendente a dirsi, un amore ostinato per la pace. Questa è la chiave di lettura di Baricco: la scoperta, nell’Iliade, che è poema di guerra, di un’umanità in cerca di tregua come traspare dalle assemblee dei Greci in cui i principi parlano di strategie e, parlando, rimandano il combattimento. Gli stessi guerrieri che uccidono, spietati, sul campo di battaglia, affamati di morte e di vittoria, desiderano in cuor loro di fare ritornare a casa, piangere i propri morti, ritrovare le proprie spose protagoniste, anch’esse, per quanto minori, del poema. Ed è proprio la voce femminile, secondo Baricco, che, sfumata, incarna l’ipotesi di una civiltà alternativa, libera dal dovere della guerra. Ed anche lo stesso Achille, il più forte e più feroce degli Achei, incarnazione sovrumana della guerra, pronuncia, davanti all’ambasceria mandatagli da Agamennone, un violento grido di pace:”Niente, per me, vale la vita: non i tesori che la città di Ilio fiorente possedeva prima, in tempo di pace, prima che giungessero i figli dei Danai; non le ricchezze che, dietro la soglia di pietra, racchiude il tempio di Apollo signore dei dardi, a Pito rocciosa; si possono rubare buoi, e pecore pingui, si possono acquistare tripodi e cavalli dalle fulve criniere; ma la vita dell’uomo non ritorna indietro, non si può rapire o riprendere, quando ha passato la barriera dei denti”. L’adattamento di Baricco avvicina i versi immortali di Omero al lettore moderno, grazie al riuscitissimo espediente del racconto soggettivo che nulla toglie all’originale, ma permette una maggiore immedesimazione ed un forte coinvolgimento emotivo.