Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale – Umberto Broccoli


In questo video il Sovraintendente Umberto Broccoli presenta alla stampa la Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale. Così scrive il Sovraintendente nel catalogo della mostra:
C’è una chiave che abbiamo tenuto in tasca per anni. Oggi la tiriamo fuori per aprire quello scrigno di oggetti preziosi che è via Francesco Crispi. Un forziere di oggetti di valore da tutti i punti di vista.
Artistico prima di tutto, perché trovare insieme un’alta concentrazione di capolavori di Balla, de Chirico, Mafai, Carrà, Afro, Savinio, Morandi, Scipione, Capogrossi è cosa rara. Nomi senza bisogno di presentazione, simbolo del livello più alto della pittura della prima metà del secolo scorso. Nomi che, nel nuovo allestimento, trovano uno spazio dedicato, studiato proprio per mettere in evidenza la specificità di ognuno.


C’è Nino Costa e il suo Alla fonte per rappresentare il simbolismo, c’è Il giocatore di ping pong di Capogrossi e c’è un’intera saletta dedicata a quel Giacomo Balla firmatario, insieme a Boccioni Carrà e Severini, del Manifesto tecnico della pittura futurista. Tra tutti poi un pezzo unico spicca nella sezione dedicata alla romanità: Il Cardinal Decano di Scipione, del 1930.
Pittori di fama ma anche autori meno conosciuti che però hanno fatto la pittura di questa città. E che, come si direbbe con un vocabolo che amo poco (e sostituirei con obiettivo), oggi hanno contribuito a raggiungere la mission della rinata Galleria: documentare l’ambiente artistico romano nei suoi molteplici aspetti.
Ma la Galleria è un tesoro anche dal punto di vista numerico: 3200 opere dal 1880 al 1958 (2200 sculture e pitture e 1000 pezzi tra grafica e acquerelli). E soprattutto da quello economico perché il valore dei suoi quadri sfiora, se non supera, i 300 milioni di euro. E se la sua vocazione originaria era di ”collezione dei cittadini” – collezione privata dei cittadini di Roma – era impensabile che quella chiave rimanesse serrata in tasca.