KURU KURU WORLD: le foto


E’ sempre difficile spiegare l’arte, soprattutto quella digitale. Ma prima di realizzare il machinima di quest’ultima installazione che il MiC ospita in Second Life, con l’aiuto del mio avatar vi mostro un po’ di foto per raccontarvi l’emozione che l’artista giapponese Mikati Slade riesce a comunicare a tutte le persone che dall’altro ieri stanno visitando l’opera.
Intanto l’installazione è tutta in movimento e dalle foto naturalmente non si vede, ma si può intuire come sia abbagliante e, nella sua tragicità, estremamente positiva.
Mikati ci racconta un mondo ipersviluppato che sta per esplodere a causa della guerra. Prima dell’esplosione si percorrono interminabili tunnel a griglie trasparenti che mostrano le costruzioni in tutte le possibili prospettive, creando un’ansia dell’evento in continuo divenire. Colori, luci e strutture dipingono sul monitor una serie infinita di “quadri” che, visti da tutte le angolazioni soggettive, sembrano mostrare l’opera omnia di un’artista dall’irripetibile personalità.
Tutto sembra uguale e invece è sempre diverso. Camminando le luci abbagliano sempre più, fino a trovarsi al limite della tolleranza, laddove l’ambiente si tinge di rosso. Rosso sangue, poco prima della deflagrazione definitiva. Dopo il teleport successivo ci si trova dentro la fine, nel nulla degli oggetti esplosi e ormai scomposti, svuotati; privati del loro colore e del volume in un grigio e nero desolante. Poi il bianco improvviso. Un’area infinita in cui si cominciano a seguire dei minuscoli cuori come piccole gocce di sangue sulla neve. Compare un germoglio, poi un altro. E un altro ancora. E alla fine un immenso prato. La vita ricomincia e inizia un nuovo ciclo della natura.
Come una prolunga emozionale del nostro io reale, il nostro avatar compie un ciclo vitale profondamente immersivo, tanto che molte persone mi hanno rivelato di essersi emozionate con lacrime vere, davanti al monitor, alla fine del percorso.
Ciò significa che la piccola Mikati è riuscita a toccare i cuori delle persone utilizzando a sua volta il cuore per modellare gli oggetti con gli strumenti digitali.
Oggi anche la sua opera si trova nelle principali destination della Linden Lab, ma non essendo in prima pagina per via delle priorità natalizie, attenderemo la fine delle festività per vederla come merita in primissimo piano.