Second Life: La Grande Astrazione Celeste al MiC


Se è vero che la casualità non è mai casuale, la data del 23 gennaio 2012 per inaugurare al MiC in Second Life “La grande Astrazione Celeste – Arte Cinese del XXI° Secolo” di Achille Bonito Oliva è stata casuale. O comunque determinata dalla complessità dei lavori per l’allestimento.
Oggi inizia ufficialmente l’Anno del Dragone che, si dice, porterà fortuna, fama, gloria, ricchezza e potere. E nell’isola virtuale dei Musei di Roma Capitale la celebrazione coincide con l’apertura di questo nuovo esperimento tridimensionale. La mostra, che ha chiuso pochi giorni fa al Macro Testaccio, prosegue dunque in Second Life, dalle 23.00 di stasera, tramite una spettacolare installazione curata dall’artista digitale Merlino Mayo.
Ed è proprio un dragone, che campeggia gigantesco sul mare del MiC, a segnalare l’inizio del percorso di questa esposizione che vede protagonista l’arte cinese contemporanea, frutto di una lunga strada pittorica, tramite la quale ha guadagnato collocazione nel panorama internazionale nella ricerca artistica.
Merlino Mayo ha costruito non solo una struttura attorno alle opere, ma le opere stesse sono diventate parte della struttura. I quadri degli artisti cinesi sono stati ricreati in 3D, percorribili dentro le loro forme e colori e raggiungibili, uno dopo l’altro, tramite un percorso affascinante che echeggia profumi, spazi e simbologie orientali.
La straordinarietà di questa operazione, che definiremo assimmetrica, come dice Bonito Oliva, deriva anche dal fatto che spesso questi artisti cinsei progettano in maniera solitaria le loro forme e poi ne delegano alcune volte l’esecuzione. Questo non vuol dire abbandono del prodotto o superbia dell’artista che privilegia il momento progettuale rispetto a quello della realizzazione. Semmai possibilità dell’arte di aprire uno scambio ed un contatto col sociale, eliminando il rituale convenzionale dell’invenzione, il momento di religiosa oscurità della realizzazione dell’opera che ha accompagnato molta arte contemporanea. L’asimmetria significa anche principio di collaborazione e di contatto collettivo.
Paradossalmente si recupera la laboriosità della bottega rinascimentale dell’arte, dove un gruppo di soggetti anonimi partecipavano all’esecuzione dell’opera predisposta dal cartone dell’artista. Ed ecco che la bottega si riattiva per un’esecuzione differente: tecnologica, digitale, immersiva.
Achille Bonito Oliva ha accolto con entusiasmo questo ennesimo esperimento del MiC e ci auguriamo ne apprezzi la potenzialità ri-creativa e immersiva. E’ certo che un folto pubblico di visitatori internazionali potrà vedere l’opera e conoscere l’arte contemporanea cinese anche tramite il supporto di notecard che, tradotte in inglese, forniscono informazioni e spunti di riflessione.

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