Stefano Cioffi. Stillwaiting


Inaugurata ieri sera al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, la mostra fotografica “Stefano Cioffi. Stillwaiting” – a cura di Lori Adragna e Lorenzo Canova.
Attraverso gli scatti della serie Stillwaiting, Stefano Cioffi indaga il vuoto, la pausa, il silenzio nell’attesa dell’evento, entrando in risonanza con il soggetto, lo fissa in un tempo indefinito di sospensione interiore che si manifesta all’esterno. Dalle sue fotografie chiare e impattanti di un bianco e nero incisivo, traspare l’attesa che non si attende nulla, solo uno stare in essa, senza maschera, illusione, sentimentalismo, conoscenza e verità predefinite.
L’attesa è parte stessa della fotografia, la sua creazione interseca e mette a fuoco, blocca o rinvia l’obiettivo dei desideri. L’incontro con l’immagine finalmente realizzata diviene via dell’attesa e del desiderio anche per chi la guarda. La fotocamera di Cioffi ne cattura l’essenza negli scorci delle città, nelle località marine, nelle discariche, nei luoghi di culto, nei non-luoghi: siti eletti dell’immobilità e del passaggio come le stazioni sotterranee o gli aeroporti.
Con la fotografia Stefano Cioffi rappresenta il mondo nella sua presenza inafferrabile, moltiplica il suo sguardo nella complessità delle cose, lo disperde nella folla. L’artista cerca di sfidare il trascorrere del tempo e della luce portando la sua indagine su più livelli, a partire da quello degli oggetti apparentemente banali e quotidiani che accompagnano la nostra vita e che spesso consideriamo inutili. Scopre la solitudine lirica degli oggetti abbandonati, una sedia, un divano, una giacca o una bottiglia che si rivestono di una presenza speciale nella relazione quasi architettonica con lo spazio che li ospita, trovata con ostinazione nelle pieghe solitarie dei luoghi, in un’attesa che spesso rivela un distacco senza alcuna possibilità di redenzione.
Stefano Cioffi, nato a Napoli e attivo a Roma, è artista e musicista. La sua mostra innesca riflessioni sul concetto di tempo e di pausa, sia come rappresentazione visiva che musicale. L’artista insegue storie narrate con semplici dettagli per restituire la musica segreta dei luoghi. A  tal fine accosta all’esposizione di fotografie, un video diretto e musicato da lui stesso ed un’installazione di slideshow con 150 immagini in loop che riproducono l’intero progetto.