L’idea di Roma dei vedutisti francesi


Robert delle rovine” – com’era soprannominato il pittore parigino Hubert Robert dai suoi contemporanei – è coinvolto in pericolose trame durante la Rivoluzione ed imprigionato nel 1793, ma per errore sfugge all’esecuzione ed a rimetterci (pare) sia stato un omonimo che sale al suo posto sulla ghigliottina.

Giovanni Volpato, ALR Ducros, Veduta del Tempio della Fortuna Virile e del Tempio di Vesta, acquaforte acquerellata, 1780 (MR 195)

Giovanni Volpato, ALR Ducros, Veduta del Tempio della Fortuna Virile e del Tempio di Vesta, acquaforte acquerellata, 1780 (MR 195)

Robert dunque, prima di incorrere in queste disavventure, in una fase più tranquilla della sua esistenza è stato uno dei tanti pittori europei a scegliere Roma come luogo d’elezione da visitare e da cui trarre ispirazione per le proprie opere. Nascono così, tra il XVIII e il XIX secolo, le opere che sono esposte fino al 27 maggio a Palazzo Braschi, realizzate durante il soggiorno in città da pittori legati per lo più all’Accademia di Francia.
Oltre ad acquerelli e incisioni con visioni insolite di Roma antica – Foro Romano e il Colosseo, Villa Borghese e Castel Sant’Angelo, San Pietro e il Pincio – incuriosiscono le struggenti visioni della campagna romana, immagini di luoghi ancora selvaggi e poco ospitali. Così anche alcuni punti della città – Ponte Milvio e la Pineta Sacchetti – oggi coinvolti nel turbinìo del traffico cittadino, dipinti allora come posti arcani e misteriosi.

La mostra Luoghi comuni. Vedutisti francesi a Roma tra il XVIII e il XIX secolo è ospitata dal Museo di Roma in Palazzo Braschi fino al 27 maggio 2012.

Maggiori informazioni sulla scheda della mostra.