Al posto giusto


Parlava solo in romanesco Angelo Brunetti, meglio conosciuto come Ciceruacchio. Per intenderci quell’omone grande e grosso di bronzo che s’intravedeva qualche tempo fa tra le auto in doppia fila posteggiate sul Lungotevere in Augusta, con ai piedi il figlio Lorenzo, entrambi in procinto di essere fucilati.

Per fortuna adesso il monumento ha trovato più degna collocazione al Gianicolo, ricongiunto ai tanti protagonisti della sanguinosa epopea della Repubblica Romana. Così, al termine della passeggiata sul colle in cui scorrono numerosi volti di eroi garibaldini, ci sorprende quest’ultima immagine, meno formale, in dignitosa attesa. Al contrario del figlio, che più umanamente vorrebbe allontanare da sé quel calice, Angelo, indifferente alla sua prossima sorte, sembra orgogliosamente guardare lontano, verso un futuro liberato che non vedrà.

L’immagine del popolano, oste e patriota Angelo Brunetti ora preannuncia Porta San Pancrazio, come a concludere un itinerario partito da Anita, costellato dai ritratti marmorei di illustri garibaldini, culminante con l’eroe dei Due Mondi. Poco più avanti, riassume la tragica storia della Repubblica romana del 1849 il Museo ospitato nella Porta (visitabile anche su www.museodellarepubblicaromana.it).

In realtà, l’avventura di Ciceruacchio si compie dolorosamente lontano da Roma, dopo la caduta della Repubblica. Fuggito dalla capitale, è catturato dagli austriaci e fucilato a Porto Tolle, durante la ritirata di Garibaldi verso Venezia. insieme a lui trovano la morte i figli Luigi e il tredicenne Lorenzo.

Sala dell'assedio presso il Museo della Repubblica Romana