Fisiologia comparata


Cominciamo dall’elefante di Ceylon, Elephas indicus, nato morto, poverino, da Romeo e Giulietta al Giardino Zoologico di Roma. Una storia al tempo stesso romantica e tragica. E dalla differenza tra l’orango Pongo pygmaeus e lo scimpanzé Pan Troglodytes, quanto a scheletro del tutto simili agli umani salvo forse per la smisurata lunghezza degli arti superiori che, in posizione eretta dei soggetti, arrivano quasi a toccare il suolo. In realtà anche la dentatura è un po’ meno rassicurante della nostra, soprattutto per quel che riguarda i canini. Di sicuro hanno ambedue i denti sporgenti, ma quando di questi due primati, oggi tutti ossa, esistevano anche le labbra retrattili, questo difetto probabilmente non era così evidente come lo è spesso per noi.

Lo scheletro dell’elefante, Loxodonta africana, è di gran lunga il più imponente in questa «sala degli scheletri», se si esclude lo Stegotetrabelodon Lybicus, mammifero estinto della famiglia dei proboscidati, vissuto tra 8 e 4,5 milioni di anni fa, provvisto di quattro lunghissime zanne. L’impressionante esemplare di cui qui vediamo appunto la sproporzionata dentatura è un calco dell’originale conservato nel Museo di Storia Naturale di Tripoli.

Lo struzzo, Struthio camelus, a giudicare dalle numerose lacune spugnose dello scheletro, pare aver sofferto in vita di una sorta di osteoporosi e le strutture in metallo che tengono ora giunte le sue ossa sembrano quasi le protesi che usiamo noi oggi per le fratture del femore.

Pochi passi ed ecco la testuggine gigante di Aldabra, Dipsochelys dussumieri, insieme a quella delle Galapagos, Chelonoidis complex, è la più grande testuggine vivente sulla terra. I maschi adulti possono raggiungere 120 centimetri di lunghezza e pesare anche 250 kg. Queste due fanno bella mostra di sé nella «sala rettili», in questo caso non sotto forma di scheletri bensì in carne ed ossa seppure non più dotate di vita.

Abbiamo percorso al contrario le ultime due sale del Museo Civico di Zoologia, affacciato sul verde di Villa Borghese, a due passi dal Bioparco. E solo queste valgono una lunga visita, figurarsi le sorprese che riservano le altre.

Via Ulisse Aldrovandi, 18 – 00197 Roma
Orario
Martedì – Domenica 9.00 – 19.00
24 e 31 Dicembre ore 9.00-14.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Giorni di chiusura
Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio