Zenaide, Carlotta e Madame Mère


In una delle sale di Palazzo Primoli di Roma, l’olio su tela di Jacques-Louis David del 1821 mostra il ritratto di due giovani donne, elegantemente abbigliate e acconciate, in atteggiamento affettuoso. Sono le sorelle Zenaide e Carlotta, figlie di Giuseppe Bonaparte e di Giulia Clary.
Siamo al Museo Napoleonico, elegante scrigno di memorie, opere d’arte, cimeli e ricordi familiari della famiglia Bonaparte, racchiuso, appunto, nelle sale al pianterreno del palazzo del conte Giuseppe Primoli, in Piazza di Ponte Umberto I, tra i Lungotevere Marzio e Tor di Nona.

Le dame del dipinto di David, Zenaide e Carlotta, hanno ascendenze e discendenze da rompicapo. La prima, Zenaide Laetitia Julie Bonaparte Principessa di Canino e Musignano, sposa Carlo Luciano Bonaparte che è anche suo cugino, figlio dello zio Luciano. La coppia genera dodici figli, prima che Zenaide muoia di colera a Napoli nel 1854.

Anche la principessa Charlotte Bonaparte sposa il suo primo cugino, Napoleone Luigi Bonaparte, figlio di Luigi Bonaparte ed Ortensia di Beauharnais. Femme artiste e salonnière, Charlotte è protagonista dei difficili anni della diaspora e dell’esilio dei Bonaparte, consapevole della propria appartenenza alla grande famiglia imperiale ma anche legata a personaggi, artisti e intellettuali che ne arricchiscono i tratti culturali e umani. Già allieva di David a Parigi, dopo il matrimonio si dedica soprattutto alla pittura e al disegno sotto la guida di Léopold Robert e di Samuel Jesi.
Il Museo Napoleonico conserva un importante nucleo di album di Charlotte, che contengono suoi disegni, acquerelli, incisioni, oltre ad opere del marito Napoleone Luigi e dei tanti artisti che la principessa Bonaparte ha incontrato in Francia, in Italia – a Roma e a Firenze – e nel corso dei suoi numerosi viaggi, in Germania, Belgio, Inghilterra e Stati Uniti. Questi stessi album, inoltre, hanno costituito il cuore della mostra Charlotte Bonaparte dama di molto spirito. La romantica vita di una principessa artista ospitata al Museo nel 2010.
La sala XIX del Museo, interamente dedicata alle due sorelle Zenaide e Carlotta, oltre al dipinto già citato di David e ad un altro di Léopold Robert che ritrae Carlotta, espone un Autoritratto di Carlotta Bonaparte, acquerello su carta del  1834, nel quel si può ammirare la perizia artistica della principessa.

È bene comunque non uscire dal Museo prima di aver dato un’occhiata a Madame Mère, Letizia Bonaparte, senza la quale Napoleone non avrebbe visto la luce. Il dipinto, del 1813, è di Robert Lefèvre, pittore dalle numerose commissioni imperiali, particolarmente attento alla verosimiglianza dei suoi ritratti. Anche qui, nel volto e nella postura affiora con forza il carattere austero dell’imperatrice, alla quale peraltro la vita non ha risparmiato ferite. Sposata a quattordici anni a Carlo Maria Bonaparte, rimane vedova a trentaquattro e dei suoi molti figli solo otto sopravvivono. Per non parlare del tragico declino dalla gloria all’esilio del suo figlio più noto, che Letizia però affronta con cristiana rassegnazione con l’aiuto del Papa, a Roma, dove abita dal 1815, prima in via Giulia e infine, dal 1818, nel palazzo Bonaparte a Piazza Venezia.

Il tour virtuale del Museo Napoleonico permette una visita immersiva e propedeutica alla visita.