Le donne della Repubblica Romana del 1849


Nel raccontare la straordinaria avventura della Repubblica Romana il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina mette in luce anche il ruolo importante giocato dalle donne nei fatti del 1849. In particolare tratteggia le figure di due donne, Colomba Antonietti e Cristina Trivulzio di Belgiojoso che, di estrazione sociale diversissima – figlia di un umile fornaio di Bastia Umbra la prima, nobildonna appartenente ad una delle famiglie più ricche ed importanti di Milano la seconda – non esitarono a spendersi in prima persona nelle tumultuose vicende della primavera-estate del ’49.

Nella Roma cinta d’assedio dall’esercito francese, esse divennero infatti le figure emblematiche da una parte della donna combattente – Colomba, che volle imbracciare il fucile e combattere in prima linea accanto al marito, l’ufficiale Luigi Porzi, sui bastioni del Gianicolo, dove lasciò la sua giovane vita di poco più che ventenne colpita al fianco da una palla di cannone – e dall’altra della donna infermiera – Cristina Trivulzio, ideatrice di un innovativo sistema di soccorso ai feriti articolato in “ambulanze” (rete di ospedali e postazioni di primo soccorso spesso a ridosso dei luoghi degli scontri) e gestito pressoché interamente da donne. A queste si affianca poi la figura della donna scrittrice e giornalista, incarnata dall’americana Margaret Fuller che ebbe il merito di raccontare al mondo il barbaro bombardamento che i francesi andavano facendo su Roma, i suoi monumenti e la popolazione civile inerme.

Il Mausoleo Ossario Garibaldino in via Giuseppe Garibaldi, oltre ai suoi resti, accoglie dal 1941 i caduti per Roma capitale tra il 1849 ed il 1870. Accanto alle spoglie dei tanti giovani eroi conosciuti come Mameli, Manara, Morosini, Dandolo, Daverio, riposano quelle di tante donne meno celebrate se non quasi sconosciute. Come Giuditta Tavani Arquati, patriota trasteverina uccisa dagli zuavi pontifici, incinta del quarto figlio, insieme al marito e al loro giovane figlio. Marta Della Vedova, una donna di Faenza che nel 1849, già amputata, si getta sulla miccia di una bomba caduta sull’ospedale militare dei Pellegrini, salvando l’intera corsia dei feriti.

Anche Enrichetta Di Lorenzo partecipa alla difesa della Repubblica Romana, non solo combattendo al Gianicolo insieme al suo compagno di vita, Carlo Pisacane, ma anche occupandosi con molte altre patriote della cura dei feriti. È Cristina Trivulzio di Belgiojoso – editrice di giornali rivoluzionari, scrittrice e giornalista – a dirigere gli ospedali provvisori che accolgono in alcune chiese romane i feriti dei combattimenti del 1849.

Al tema della partecipazione delle donne negli avvenimenti del ’49, e al loro legame con personaggi maschili di spicco della Repubblica Romana, sono state dedicate nel 2013 e nel 2014 diverse conferenze dei cicli “Ricordando la Repubblica Romana” e di “Coppie d’azione. Amore e rivoluzione a Roma nel 1849” (i cui materiali di comunicazione sono reperibili sul nostro sito) e sarà oggetto di ulteriori, future iniziative. In particolare si segnala come gli interventi di “Coppie d’azione” che hanno interessato le figure di Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Enrichetta di Lorenzo, Margaret Fuller, Giulia Calame (moglie di Gustavo Modena), Colomba Antonietti ed Adele Baroffio (l’ultima amata di Mameli), saranno raccolti in un volume di imminente pubblicazione.