Alberi parlanti e gioco dell’oca: un MACRO cosmo di mostre


Tutt’altro che monotono l’inverno del MACRO. Dalla fine di gennaio, le sale del Museo d’Arte Contemporanea di Roma ospitano numerose proposte originali, tra cui, nello Studio #3 e #4 di via Nizza, il nuovo appuntamento del ciclo Artisti in Residenza, dedicato ai giovani artisti italiani e internazionali. Il museo mette a disposizione uno studio e un appartamento per poter realizzare un progetto artistico elaborato per l’occasione: ne fa buon uso Gruppo Cherimus che propone una riedizione in chiave performativa dell’opera Il Gioco dell’Oca dell’artista Marco Colombaioni. Ha così libero ingresso nel museo un mondo fantastico di animali – realizzati in collaborazione con i laboratori di sartoria solidale dell’AUSER di Ostia, i ragazzi dei licei artistici, i ragazzi del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, provenienti da Gambia, Senegal, Mali, Bangladesh e Sudamerica – per un viaggio surreale nella città, in angoli noti e sconosciuti di Roma, a ritmo di musica, sintesi di tutte le culture musicali che hanno partecipato al progetto.

Valentina Vetturi contribuisce ad Artisti in Residenza con due opere: Alzheimer Café, una riflessione sul tema della memoria al presente e nel futuro, composta da motivi, cantati o accennati, raccolti dall’artista in centri per persone affette da patologie neurologiche che colpiscono la memoria. La melodia forma un tessuto sonoro, creando un luogo di ascolto non convenzionale, in cui i fragili ricordi personali assumono valore pubblico.

La Mossa di Ettore è ispirata invece alla figura di Ettore Majorana, fisico nucleare e giocatore di scacchi, improvvisamente e misteriosamente scomparso nella primavera del 1938. Una rielaborazione del dibattito post mortem, in cui gli scacchisti si confrontano sulla partita e sulle sue possibili varianti, per una riflessione sul senso del rifiuto.

Paesaggio diverso nella Sala Bianca del museo dove, dal lontano 1971, tornano a mostrarsi al pubblico gli Alberi parlanti  nella mostra di Luca Maria Patella, Ambienti proiettivi animati, 1964-1984. Simbolo onirico e poetico, gli elementi multisensoriali del lavoro di Patella formano al tempo stesso un ambiente sonoro interattivo di valenza scientifica e filosofica, con felice integrazione delle due polarità estetiche.

Sotto il segno dell’integrazione e connessione tra culture Roma e Istanbul, sulle orme della storia dell’artista turco Timur Kerim Incedayi, nella Sala Enel 2 del MACRO. Le opere esposte, per lo più inedite, sono dedicate al rapporto fra le due città, evidenziando il tema caro all’artista della profonda e magica risonanza di un passato artistico e culturale che accomuna le due grandi metropoli del Mediterraneo.