Sguardi che interrogano


Perdere la vita a trent’anni un sabato di maggio 2014 vicino a Sloviansk, l’epicentro del confronto armato nella regione di Donetsk tra filorussi ed esercito ucraino. È stata la tragica sorte di Andy Rocchelli, fotogiornalista italiano, membro fondatore del collettivo fotografico Cesura, che da giorni si trovava in Ucraina insieme ad Andrej Mironov, giornalista russo, ex dissidente e prigioniero politico, anch’egli ucciso nelle stesse circostanze.

Due testimoni, al di là della differenza generazionale e geografica, della complessa realtà contemporanea che hanno vissuto ognuno a suo modo, il giornalista russo lavorando attivamente in difesa dei diritti umani in diverse zone di conflitto come Nagorno Karabakh, Tagikistan, Cecenia e Afghanistan, il fotografo italiano attraverso le immagini, spesso dei medesimi luoghi di guerra, che vanno oltre la semplice notizia per cogliere l’essenza degli avvenimenti e delle persone.

Le immagini di Andy Rocchelli scorrono negli spazi espositivi rinnovati del chiostro seicentesco del Museo di Trastevere (Andy Rocchelli. Stories fino al 15 novembre 2015), ripercorrendo la storia fra il 2009 e il 2014. Dai movimenti, spesso drammatici, di popoli e di idee successivi alla crisi del Mediterraneo ai cambiamenti prodotti dalla disgregazione dell’Unione Sovietica fino agli eventi più recenti che dalle prime manifestazioni di Piazza Maidan a Kiev hanno portato alla crisi politica ucraina e alle sue tragiche conseguenze.

Più che i luoghi e le situazioni, colpiscono gli sguardi delle persone che comunicano un senso di separazione, quasi un’incredulità del soggetto inquadrato dall’obiettivo fotografico, un essere altrove che culmina nella terribile immagine di stupore già assente del Manifestante colpito a morte da un cecchino (Ucraina. Kiev. 2014. 20 febbraio). Testimonianze dure e coinvolgenti, che percorrono le desolanti realtà degli africani di Rosarno, l’illusione delle cosiddette primavere arabe, la ferocia dei combattenti, la paura, il coraggio e il fatalismo di adulti, bambini, uomini e donne. Il racconto dell’avventura umana comprende i ritratti femminili di Russian Interiors, destinati forse ad essere seducenti e che trasmettono piuttosto una richiesta di aiuto, un ennesimo interrogativo sull’identità e sul futuro.