Sport mentale


Ultimogenito del celebre drammaturgo Luigi e di Maria Antonietta Portolano, entrambi originari di Agrigento, Fausto Pirandello nasce a Roma, ma custodisce nelle sue opere i colori caldi dei luoghi siciliani nei quali trascorre infanzia e vacanze, la loro luce e l’azzurro del mare. Non così nel dipinto Palestra (1934-1935), esposto nel 1935 alla Quadriennale di Roma, tappa fondamentale per la sua affermazione pubblica, con altri diciassette capolavori frutto di uno dei momenti più felici della sua ricerca artistica. Qui, la forza espressiva delle figure emerge in un’atmosfera priva di tempo e luogo e a dominare sono i corpi con la loro nuda carnalità uniforme interrotta solo dai pochi indumenti chiari. Sono figure maschili impegnate nel loro allenamento sportivo, salto con la corda e pugilato, ognuna in effetti priva di movimento, immersa in un’atmosfera sospesa e irreale.

Questa ripetitività opprimente dei personaggi è caratteristica del nucleo tematico di opere realizzate da Fausto Pirandello nell’ultima metà degli anni Trenta denominato Spiagge e Bagnanti, contraddistinto dalla presenza di nudi insieme a simboli, allegorie e richiami alla mitologia. Lo stesso dipinto è apparso anche nel 1940 alla seconda Mostra Nazionale d’Arte ispirata allo Sport, organizzata a Roma dal C.O.N.I. ai Mercati di Traiano dove ha ottenuto il primo premio sebbene non concedesse nulla alla retorica littoria dell’epoca.

Da qualche mese e  fino al 30 ottobre 2016, Palestra è esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Roma all’interno della mostra ROMA ANNI TRENTA. LA GALLERIA D’ARTE MODERNA E LE QUADRIENNALI D’ARTE 1931 – 1935 – 1939 dedicata alle opere acquistate dal Governatorato di Roma in quelle importanti manifestazioni espositive, destinate a rappresentare l’arte italiana contemporanea nelle sue diverse tendenze.

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