Mimì Quilici Buzzacchi


Alla Galleria d’Arte Moderna di Roma grafiche e paesaggi della pittrice e incisore lombarda, dagli anni Venti al dopoguerra. Fino al 27 novembre

Autoritratti, ritratti e dipinti di artisti, amici e compagni di strada. E, ancora, marine e architetture di Roma. Attraverso un’elegante esposizione di questi temi la Galleria d’Arte Moderna rende omaggio ad una grande artista e interprete del Novecento: Mimì ha lavorato incessantemente e in un confronto continuo con i protagonisti della cultura del suo tempo. Notissima per la sua opera incisoria e in particolare la xilografia, la sua lunga attività artistica è iniziata alla fine degli anni Venti a Ferrara ed è proseguita a Roma dagli anni Cinquanta fino alla morte nel 1990. Autodidatta, si nutre delle suggestioni e delle storie che ascolta.
Per la mostra Mimì Quilici Buzzacchi. Tra segno e colore sono state scelte 50 opere – provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna, dall’Archivio Mimì Quilici Buzzacchi e dal fondo donato alla Galleria dagli eredi dell’artista. È un percorso suggestivo che, alle sezioni dedicate all’opera pittorica e alla grafica, alterna anche una rappresentazione degli artisti più vicini a Mimì, come Tato, Carlo Socrate, Filippo De Pisis, Virgilio Guidi.
Nell’immediato dopoguerra ritrae le città italiane in rovina, in cui i resti degli antichi edifici rievocano un glorioso passato senza retorica e sentimentalismi. I mutevoli paesaggi del Tevere che scorreva davanti alla sua casa al quartiere Flaminio e lo scenario della collina di Monte Mario e di Villa Madama, non ancora svilito dalle costruzioni in cemento o deturpato dai rottami accatastati lungo le rive, sono invece al centro della lunga stagione romana. Qui la sua pittura offre raffinatissimi accenti cromatici, con visioni vicine all’astrazione.
Del resto, sin dagli esordi, in cui i soggetti privilegiati erano marine e scorci degli edifici più emblematici di Ferrara e della campagna ferrarese, fino ai paesaggi della sua produzione più recente, la ricerca di Mimì Quilici Buzzacchi ha indagato con continuità le infinite possibilità espressive del segno, tanto nella grafica che nella pittura, creando risultati di grande suggestione nel dialogo luce/colore.
Ad animare la mostra, con uno sguardo inusuale alla vita di Mimì, anche la proiezione del video Immagini da sequenze amatoriali tratte dall’archivio privato della famiglia Quilici.

La mostra è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e si inserisce nell’ambito della mostra Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931 – 1935 – 1939.
A cura di Federica Pirani, Gloria Raimondi e Maria Catalano, in collaborazione con l’Archivio Mimì Quilici Buzzacchi.

Galleria d’Arte Moderna di Roma
Via Francesco Crispi, 24
Da martedì a domenica, ore 10.00 – 18.30
Info Tel. 060608
www.galleriaartemodernaroma.it

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