Che bell’esilio dorato!


Un’affermazione che, pur addicendosi all’inarrestabile giramondo di oggi, non vedrebbe sicuramente d’accordo chi in quei magnifici luoghi di mare dovette recarsi per forza a trascorrere periodi più o meno lunghi  di proscrizione. Parliamo di Sant’Elena, per esempio, ultimo domicilio conosciuto di Napoleone, sperduta isola nell’oceano atlantico centro meridionale, a tutt’oggi territorio britannico d’oltremare.

Oppure Guersney, l’isola in cui Victor Hugo trascorse ben 15 anni, dal 1855 al 1870, in un esilio tuttavia molto fecondo dal punto di vista creativo, visto che nel  1862 vide l’uscita de i Miserabili.

O la splendida Corsica che nel 41 a.C. ricevette come ospite forzato Seneca, condannato dall’imperatore Claudio per adulterio.

Per non parlare di Ventotene, antica Pandataria, luogo ricco di bellezza ma nel passato anche di grande sofferenza come quella di Giulia, figlia di Ottaviano, che qui rimase per molti anni condannata all’esilio dal padre. O di Agrippina maggiore che nell’isola dell’arcipelago pontino morì, esiliatavi da Tiberio, nel 33. Stessa sorte toccata ad Ottavia, moglie di Nerone, nel 62 d.C..

Non certo a motivo di un soggiorno dorato, a Ventotene ha scelto di essere sepolto Altiero Spinelli, intellettuale antifascista padre del Manifesto per l’Europa, per anni al confino nell’isola (1939-1943) insieme ad altri oppositori del regime. Anche nei secoli precedenti, quello che oggi è un paradiso turistico è stato un inferno per molti: forzati e prostitute, che vi furono relegati al tempo dei Borboni, patrioti come Luigi Settembrini che tra il 1851 e il 1859 scontò anni di prigionia sulla vicina isola di Santo Stefano.