Roma com’era


A partire dal principe troiano Enea fondatore di Roma, rappresentato sul fronte occidentale, l’Ara Pacis è un mondo di storie che si dipanano su ogni lato dell’altare innalzato per la gloria di Augusto.
Storie da osservare facendo uno sforzo di immaginazione, visto che il tempo ne ha cancellato molti tratti ma soprattutto ne ha eliminato i colori originari. A meno che non si faccia ricorso alla realtà virtuale e aumentata che, combinando riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica, consente, oltre alla riscoperta dei colori e dei protagonisti delle storie, anche un’immersione totale nell’antico Campo Marzio settentrionale.

Indossando appositi visori, Augusto stesso si presenta in veste di guida nel passato di Roma tra il Pantheon, i Saepta Julia, il Mausoleo di Augusto e l’Acquedotto per poi tornare al simbolo del suo potere, un’Ara Pacis colorata davanti a cui viene ricostruito, con l’aiuto di veri attori, un sacrificio rituale.

Poi la realtà del monumento si impone di nuovo con tutte le sue storie sopravvissute nei secoli e, a ravvivarne la memoria, ecco ricomparire insieme ai colori anche i particolari del racconto: il pater Enea in veste sacerdotale, il capo coperto dal mantello, l’aspetto venerabile, raffigurato mentre onora gli dei con un’offerta su un altare rustico. Lo assistono due giovani, l’uno recando un vassoio e una brocca, l’altro sospingendo una scrofa verso il sacrificio. Alle spalle del principe troiano appare una figura, forse Ascanio, il figlio di Enea, non più con l’aspetto del bambino fuggito da Troia col padre bensì di uomo ormai adulto.

Accanto ad Enea, un pannello con un altro episodio saliente del mito della Fondazione di Roma: Romolo e Remo allattati dalla Lupa. Al centro della scena riappare un ficus ruminalis, con alla destra il pastore Faustolo, tutore dei gemelli, simbolo del legame tra le popolazioni autoctone che popolavano il Palatino prima della fondazione di Roma e i discendenti di Enea. A sinistra dell’albero ecco il dio Marte – genitore dei gemelli insieme alla vestale Rea Silvia – in vesti guerriere.

E ancora, sul fronte orientale dell’Ara, la dea madre Tellus, seduta sulle rocce, vestita con un leggero chitone e incoronata di fiori e frutta, sostiene due putti e sul grembo ha un grappolo d’uva e melograni. Ai lati due giovani donne stringono i lembi di un mantello, l’una seduta sopra un drago marino, l’altra su un cigno, simboli di mare e di terra. In basso, ai piedi delle figure femminili, un bue e una pecora. E poi la dea Roma, simbolo di prosperità e pace nella Roma vittoriosa di Augusto, in veste di amazzone con il seno nudo, con spada e asta nelle mani.

Avvolge questo splendido e animato quadro un lussureggiante fregio vegetale lungo i lati esterni dell’Ara che la ricchezza cromatica originaria rende straordinariamente dinamico: il rosa per i fiori d’acanto, il bianco per il loto, il rosso delle bacche e delle rosacee, il viola degli iris, il blu e l’oro dello sfondo. A partire da un cespo di acanto si dispiegano volute di edera, di alloro, di vite, viticci e palmette  e sboccia una grande varietà di fiori. Tra le piante intrecciate trovano spazio piccoli animali, rane, scorpioni, lumache, lucertole, farfalle, serpenti e uccelli. Il seculum aureum di Augusto si annuncia con questa ampia produzione di frutti e messi come Virgilio canta nella IV Ecloga: “Per te, o fanciullo, la terra non coltivata effonderà i primi piccoli doni….”.

L’Ara com’era
Un racconto multimediale, storia e tecnologia in una visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis. Personaggi, gesti, divinità e animali si animano in 3d per illustrare, insieme al colore, le origini di Roma e della famiglia di Augusto.

VIDEO

Dove Roma, Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
Apertura al pubblico Dal 2 maggio al 1° novembre: da domenica a giovedì dalle 20.45 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00)
venerdì e sabato: dalle 20.45 alle 24.00 (ultimo ingresso alle 23.00)
Ultimo ingresso: un’ora prima dell’orario di chiusura
 

Info

060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.arapacis.it; #ARAcomera
L’ingresso è organizzato in piccoli gruppi contingentati
I visori non sono utilizzabili al di sotto dei 13 anni
Durata circa 45 minuti
Disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco
Biglietti Intero € 12; ridotto € 10
prenotazione consigliata allo 060608