Sound & Vision | Spartaco


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Il più grande sistema schiavistico che la storia abbia mai conosciuto è quello di Roma antica. Un’intera economia era basata sullo sfruttamento di una “merce” cara e redditizia quanto deperibile: l’essere umano. La società, l’economia e l’organizzazione dell’antica Roma non avrebbero potuto raggiungere traguardi così avanzati senza lo sfruttamento pianificato delle capacità e della forza lavoro di milioni di individui privi di libertà, diritti e proprietà. Basti pensare che stime recenti hanno calcolato la presenza tra i 6 e i 10 milioni di schiavi su una popolazione di 50/60 milioni di individui.

È questo l’argomento che si propone di esplorare la mostra Spartaco. Schiavi e padroni a Roma, ospitata dal Museo dell’Ara Pacis dal 31 marzo al 17 settembre 2017.

Benché la schiavitù sia esistita da tempi remoti in tutte le civiltà, sono stati i romani a dare vita all’organizzazione di un sistema schiavistico capillare sorto a seguito della conquista di intere popolazioni e territori immensi, che funzionarono come bacino di rifornimento di manodopera schiavile.

Spartaco era nato in Tracia, oggi Bulgaria e Turchia europea, forse da una tribù nomade. Aveva militato da libero tra le file dell’esercito romano e in seguito era stato asservito, sembra per una condanna ingiusta, e venduto a Roma come gladiatore. La sua prestanza fisica, ricordata da varie fonti, è confermata dal fatto che nell’arena combatteva come murmillo, un peso massimo con armatura pesante. Ma il suo valore non stava solo nella sua forza. Sallustio, che aveva quattordici anni quando Spartaco percorreva l’Italia, lo definisce “uomo notevole per doti fisiche e morali”; Plutarco gli riconosce non solo forza e coraggio, ma anche intelligenza e una raffinatezza d’animo che lo avvicinava più a un greco che a un trace.

I diversi ambiti della schiavitù ai tempi di Spartaco sono raccontati attraverso 11 sezioni che raccolgono circa 250 reperti archeologici affiancati da una selezione di 10 fotografie. Ancora peggiore poteva essere la situazione delle schiave, esaminata nella sesta sezione Schiavitù femminile e sfruttamento sessuale, per le quali la prostituzione era così frequente da renderne necessaria la proibizione per legge. Ciò nonostante, talvolta le schiave-amanti potevano acquisire ruoli di rilievo nella vita familiare.

Nonostante la lettura che ne avrebbe dato Marx, le rivolte degli schiavi, ultima e più pericolosa quella di Spartaco, non sono assimilabili alle rivoluzioni moderne. La speranza dei ribelli non fu quella di inaugurare un nuovo mondo, né intendevano abolire la schiavitù. Eunus, il siriano a capo della prima guerra servile, volle farsi re con il nome di Antioco e fondò un regno nel quale gli antichi padroni erano diventati schiavi. Gli schiavi in rivolta non ebbero ideologia o coscienza di classe, ma desiderio di libertà e di riscatto, che spinse anche molti liberi ridotti in miseria ad unirsi a loro.

“ … Schiavi si nasce o si diventa. Si nasce dalle nostre schiave, si diventa o per diritto delle genti, cioè con la prigionia di guerra, o per diritto civile… “ (Giustiniano Inst. 1,3)

Canzoni:
1. Main Theme from the Original Soundtrack to the movie Spartacus directed by Stanley Kubrick, music composed by Alex North; 2. Fela Kuti – Zombie; 3. Alessio Lega e Rocco Marchi- Spartaco; 4. Depeche Mode – Master And Servant; The Farm – All Together Now. Bonus Track: The Golden Gospel Singers – Oh Freedom!