MACROsogno


Sono state numerose le persone che la Notte dei Musei del 20 maggio hanno accolto positivamente la proposta di passare una serata diversa dal solito, un sabato sera primaverile sotto il segno della cultura. Molti giovani hanno scelto di visitare il MACRO, un tempo luogo di produzione della Birra Peroni, oggi Museo di Arte Contemporanea di Roma. Qualcuno di loro ha accettato volentieri anche di rispondere all’impegnativa domanda: cos’è per voi un Museo da Sogno?

Per trovare testimonianza fotografica di questa serata basta andare sulla pagina Facebook della Notte dei Musei. Nella galleria di immagini che documentano le risposte, esibite su piccole lavagnette, una gentile signora offre una propria visione della questione affermando sicura che “museo è un viaggio introspettivo senza confini”, risposta che rivela un mondo interiore nient’affatto arido, una grande capacità di sentirsi all’unisono con l’umanità.

Altri commenti suonano più criptici, come quello di un ragazzo che risponde lapidario “ignoranza”, non si sa se per rimarcare un difetto o rivendicare un diritto. “Art is the way of survival“,  alias il mondo salvato dalla bellezza, è l’idea di una ragazza che ha  accanto un’amica che conferma “il museo aiuta a specchiare la propria anima”.

Ancora “anima”, “libero”, “creatività” sono le idee condensate di quello che sembra un gruppo di amici, ma potrebbe anche essere un incontro casuale di anime, qualcuna anche disincantata che afferma “non serve mica un perché”, in effetti in una sera di maggio è bello anche rilassarsi e basta.

Subito dopo però torniamo alla riflessione con l’opinione che museo è bello perché “accomuna con una lingua universale milioni di culture, religioni, luoghi diversi!” e magari potesse essere veramente così per tutti. “L’arte non insegna nulla tranne il senso della vita” ci comunica una giovane coppia mentre due ragazze hanno idee molto chiare: “Emozione, destrutturazione e ricostruzione creativa” e un’altra “allargare i propri orizzonti e superare i propri limiti”, propositi coraggiosamente ambiziosi.

La conclusione ce la suggerisce una giovane che esibisce una lavagnetta con la scritta “Libertà di interpretazione e ispirazione. Se non è un sogno questo…”, come darle torto?