L’arte suona


Una festa, ci sarà una festa, una festa dove tutti possono suonare, cantare, ascoltare… Un mormorio si diffonde per le sale dei Musei di Roma in una calda sera estiva di giugno. Chi potrebbero esserne i protagonisti? Forse il solitario Orfeo di Giorgio de Chirico che dal suo palcoscenico al Museo Carlo Bilotti è già pronto con la lira in mano. Nella vicina Sala della Musica del Museo Pietro Canonica si è in attesa di sapere chi raccoglierà l’invito: forse qualcuno si potrebbe cimentare con la chitarra, adagiata invitante sul divano, o qualcun altro si accomoderà al pianoforte, magari per suonare un pezzo di Franz Liszt. Seduto comodamente sulla sua poltrona a Palazzo Braschi, il compositore ne sarebbe sicuramente felice.

Potrebbe rispondere all’appello musicale anche l’Apollo del Salone di  Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini il quale, benché con un cuore di marmo, sembra avere una certa propensione per la musica, per la cetra in particolare. E non solo lui, visto che dalla Pinacoteca di fronte potrebbe partecipare una vera e propria orchestra diretta, niente po’ po’ di meno, che dalla musa della musica in persona, Euterpe. E poi, dal profano al sacro, all’organo potrebbe esserci la Santa Cecilia di Ludovico Carracci mentre per violino, violoncello e flauto ci sono suonatori di porcellana che sembrano ben disposti e perfino un amorino cantore. Attenzione però, in questa notte d’estate all’appello manca ancora qualcuno.  Ma certo, al Museo Napoleonico, sono ben due i componenti della famiglia Bonaparte che attendono di  cimentarsi con l’arpa, Luciano e Zenaide.

E l’ermafrodito dell’affresco al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco? Non sembra aver voglia di suonare, ma gli altri sperano di convincerlo.